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Cosmè Tura: San Giorgio e il drago
Dopo il restauro del secolo scorso, tali negative valutazioni sono cessate, dal momento che la figura di Sabra, ripresa nell'attimo del terrore provocato dalla vista dell'orribile creatura, rappresenta una delle creazioni più vigorose e significative del Tura. Per Mario Salmi (1957) questa composizione costituisce "un capolavoro di potente astrazione stilistica", sottolineando che "la fantasia del Tura, con lucida asprezza pungente, ci offre dell'episodio agiografico una favola legata ad una sua originale visione ed insieme all'ambiente cavalleresco della corte estense" Particolari:
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