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Cosmè Tura: Polittico Roverella
Si evidenzia dallo scritto del Baruffaldi che quel Lorenzo Roverella, prima medico di papa Giulio V e poi vescovo di Ferrara, fu il promotore della composizione ".... Sta egli ginocchioni in atto di battere colla mano non so qual cosa, e s'accorda benissimo con ciò che dicono i versi sopraddetti 'Roverella fores jam pulsai'. Vi sono ancora le intere figure dei santi Pietro e Paolo, Giorgio e Maurelio, ed un altro monaco ginocchioni, poi li santi Bernardo e Benedetto in altri comparti. Al di sotto nella base della tavola avvi alcune tavolette, dove stanno effigiati alcuni atti de' medesimi santi Benedetto e Bernardo, ma in piccole figure. Al di sopra poi del semicircolo del frontale si rende venerabile l'effigie di Maria Vergine con Gesù Cristo morto sulle ginocchia, compianto dolorosamente da san Giovanni Evangelista e dalle Marie. Il tutto era con tanta minutezza e studio lavorato, e sì pulitamente e con tal finezza, che ben vi si scorge la pazienza e la diligenza dell'artefice". Nel 1709 il complesso pittorico venne fortemente danneggiato da una bomba. Il Longhi idealmente lo ricostrui assegnando la presunta ubicazione alle tavole superstiti, come da schema sopra riportato: al centro, la "Madonna in trono col Bambino"; a sinistra, il frammento del San Giorgio; a destra, Niccolo Roverella con i santi Maurelio e Paolo; sopra, nella lunetta, è raffigurata la Pietà; nella predella – quarto, quinto e sesto tondo – tre storie dell'infanzia di Cristo. Tranne la "Madonna col Bambino" (olio su tavola) i dipinti sono tutti realizzati con tecnica a tempera su tavola.
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