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Jan Vermeer: Ragazza con cappello rosso
Nell'elegante figura, il Malraux vi identificò la figlia maggiore (terzogenita) dell'artista, nata certamente non prima del 1656. Fino al 1882, della presente composizione non si hanno notizie: la prima citazione risale appunto a quell'anno, quando sarebbe apparsa all'asta parigina Lafontaine, dove però venne riferita – come riporta la scritta – a: "Giovinetto, di cui si scorge un po' più che il busto, la testa coperta da un cappello di panno rosso a grandi tese, il corpo avvolto in un manto azzurro. Un raggio di sole gli illumina in parte la guancia sinistra ......". Inoltre, la stessa casa d'asta, dichiarando che il dipinto era stato realizzato su tavola (anziché su tela), aumentava ancor più i dubbi. Di certo si sa che appartenne alla collezione Atthalin di Colmar, la quale la cedette (1925) all'americano Knoedier, un antiquario newyorkese. Più tardi fu venduta a A. W. Mellon, che a sua volta, nel 1937, la cedette alla National Gallery di Washington. L'opera viene considerata autografa dalla maggior parte degli studiosi con l'eccezione di van Thienen e Swillens (gli stessi che si pronunciarono contro l'attribuzione all'artista della "Ragazza con flauto"). Per quanto riguarda la cronologia, la maggior parte degli studiosi propende per l'anno 1665 o un periodo poco più tardo, mentre il Malraux, a sostegno della propria identificazione (terzogenita), crede in una datazione posteriore al 1670. Il Bloch tenne a sottolineare che, sotto l'attuale strato di pittura, la radiografia ha messo in evidenza la presenza d'un ritratto maschile di tipo "vagamente rembrandtiano'.
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