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Jan Vermeer: Merlettaia
Per quanto riguarda la storia esterna, possiamo iniziare dalla probabile identificazione dell'opera nel "pezzo" n° 12, presente nel catalogo dell'asta di Amsterdam svoltasi nel 1696, accompagnato dalla dicitura: "Una giovane che lavora" (28 fiorini). Un'altra identificazione – questa volta assai certa – è da riconoscersi in una tela circolata nella stessa città presso varie altre "vendite": J. Crammer (1778: prezzo 150 fiorini), J. Schepens (1811), H. Muilman (1813: asta in cui venne acquistata anche la "Lattaia" dello stesso Vermeer) e un'altra non identificata vendita svoltasi nel 1815 (9 fiorini). Poco più tardi, nel 1817, passò per la vendita Lapeyriére di Parigi e quindi – nel 1851 – per quella van Nageli dell'Aia (260 fiorini). Nel 1870, sempre a Parigi, alla dispersione della raccolta D. Vis Blokhyzen di Rotterdam fu venduta per 7.270 franchi a Napoleone III. A proposito del dipinto in esame, il Péhgnon scriveva: "Quadro dipinto con la più grande cura, in cui l'autore ha saputo rendere — pur con fare largo — la finitezza naturale, la varietà delle cose, la sericite dei tessuti, mediante la precisione delle tinte e degli effetti" (fonte: Catalogo della vendita Lapeyriére del 1817). Renoir considerava la Merlettaia e l' "Imbarco per Citera" di Watteau come i due più grandi capolavori presenti nel Museo del Louvre. Per quanto riguarda la cronologia, alla tela viene generalmente assegnato il biennio 1665-66, tendente più verso il primo anno.
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