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Jan Vermeer: Allegoria della fede
Osservando bene il dipinto ci si accorge che il Vermeer non seguì il testo del Ripa punto per punto e che le divergenze sono abbastanza eloquenti: ad esempio la posizione della Bibbia, del calice e del crocifisso, non è la stessa (su un tavolo, anziché sulla pietra). La pietra, comunque ben delineata, squadrata e vicina alla mela simbolica, tiene schiacciato il serpente; il "Sacrificio di Abramo" è assente ma c'è una raffigurazione della Crocifissione (parete di fondo) a sinistra di un pannello di cuoio con motivi aurei. Oltre a queste importanti particolarità si scorge la consueta tenda, presente in varie opere del periodo maturo ("Suonatrice di chitarra" e "Fantesca e signora con lettera") La Crocifissione riprodotta nel contesto della composizione corrisponde esattamente ad un'opera del pittore fiammingo Jordaens (Anversa, 1593 – Anversa, 1678), che apparteneva appunto al Vermeer L'opera viene generalmente identificata con il lotto n. 25 battuto a 400 fiorini all'asta H. van Swol nel 1699 ad Amsterdam, con titolo e dicitura di "Donna seduta, con un secondo significato, concernente il Nuovo Testamento; di Vermeer ...". Sempre ad Amsterdam, la tela passò per varie vendite: nel 1718, 1735 e 1749 (venduta a 70 fiorini). Intorno alla fine dell'Ottocento il dipinto approdava – non come opera del Vermeer ma del pittore tedesco Eglon van der Neer (1634-1703) – all'antiquario berlinese Wächtler, che l'aveva reperita a Vienna, dove con molta probabilità vi stazionava da molto tempo. Dopo che venne assegnata all'artista dallo studioso M. Friedlànder, l'opera fu venduta a A. Bredius, che la espose dal 1899 al 1928 al Mauritshuis dell'Aia. Più tardi apparteneva al mercante parigino F. Kleinberger, quindi – nel 1928 – a M. Friedsman, che volle legarla al Metropolitan Museum di New York. Per quanto riguarda l'autografia i critici sono generalmente d'accordo nell'assegnarla al Vermeer.
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