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Filippino Lippi: Annunciazione
Come nell'opera del padre anche qui la Vergine è raffigurata in piedi mentre riceve l'annuncio dell'angelo appena arrivato, che l'ha distratta dalla lettura delle Sacre Scritture. A sinistra appare un secondo angelo (si osservi anche qui l'analogia con l'Annunciazione di Filippo) che reca un giglio bianco, uguale a quello tenuto dall'annunciante come offerta alla purezza di Maria. In alto a sinistra appare l'Eterno tra gli angeli che invia la colomba dello Spirito Santo guidata da raggi dorati. Il Berenson, basandosi soprattutto sulla particolarità della scena, assegnò l'opera al Maestro della Nativitá di Castello, che fu allievo di Filippo Lippi, mentre lo Scharf – primo a riconoscervi due stili distinti: la paesaggistica esterna e l'angelo che appare a sinistra appartenenti al Maestro della Nativitá di Castello e le due figure principali di Filippino – sosteneva che l'artista stesso avrebbe portato a termine l'opera del padre rimasta per decenni incompleta. La mano di Filippino fu poi sottoscritta dalla critica successiva (la cronologia, espressa dal Salvini e poi confermata da altri eminenti studiosi, è riferita all'anno 1472), mentre quella dell'altro pittore venne poi assegnata a Domenico di Zanobi (Firenze, XV secolo – XV secolo), meglio conosciuto come Maestro della Natività Johnson, con una datazione – relativa a questo specifico intervento – tra il 1460 e il 1472. Qualche studioso assegnava invece il secondo stile al Maestro di San Miniato, ma tale attribuzione non fu sostenuta e venne subito scartata in favore dello Zanobi, che fu allievo di Filippo Lippi.
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