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Diego Rodriguez de Silvay Velàzquez
Sull'opera: "NANO
CON CANE ("El Inglés") è un quadro
non autografo di
Velázquez realizzato con tecnica ad olio su tela (non portato a
termine), misura
142 x 107 cm. ed è custodito al Museo del Prado (Madrid).
Un nano inglese venne dato in dono dal duca di
Windsor a re Filippo IV. Dato che Palomino celebra la meraviglia
dell'opera che realizzò Velàzquez, avendo P. de Madrazo identificato
il nano inglese come protagonista della tela in esame,
l'assegnazione al maestro venne definitivamente certa, tanto
più che già era stata inserita negli inventari del
Settecento della corte madrilena (il quadro è praticamente
sempre stato nel Prado sin dalla sua fondazione avvenuta nel
1819).
Ma la vecchia precedente identificazione del nano risultò subito insostenibile, dal momento che don Antonio el Inglés, "loco y enamorado", era già scomparso fin dal 1617. In proposito, Morene Villa pensò che potesse essere un altro nano, sempre inglese, cioè Nicholas Hodson o Bodson. Risultava altresì che Hodson (o Bodson) corrispondesse al nano genovese Antonio Mascarelli, ma senza suffragi positivi, tanto più che questi risultavano presso corte di Madrid solamente nel periodo posteriore a quello del pittore. Si aggiunga poi che l'opera comparve esattamente per quello che effettivamente era: "non compiuta", e quindi, non giudicabile facilmente. Per questo Allende-Salazar nel 1925 poteva con fermezza escluderlo dal novero delle opere autografe, attribuendolo però a Juan Carreho de Miranda. Tale attribuzione durò pochissimo tempo, così come quella a del Mazo, proposta da Gerstenberg nel 1957. I sostenitori dell'attribuzione a Velàzquez — per lo più intorno al 1650 —contrappongono di tener presente la possibile ispirazione a Wano del cardinale di Granvelli, un quadro realizzato da A. Moro (attualmente a Parigi, al Louvre).
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