-
Parlare di Manierismo e non
dargli la sua vera collocazione, cioè quella in
riferimento al quadro politico e sociale dell'Italia di quegli
anni, significa rinunciare alla sua vera chiave di
interpretazione, privilegiata e suggestiva allo stesso tempo: il
linguaggio figurativo subisce con sollecitudine il dramma del
periodo, con artisti sensibili alle preoccupazioni ed alle
contraddizioni sociali contemporanee. Basta leggere le loro
biografie per rendersi conto dell'irrequietezza della loro
indole.
-
Gli
esponenti del Manierismo appaiono molto spesso come soggetti
eccentrici, dall'animo alquanto irrequieto, talvolta depressi e
scontrosi, altre volte stravaganti e spesso introversi: Michelangelo,
ad esempio, trascorre la sua lunga vita angosciato dal dramma
religioso, dalla responsabilità politica e dalle tensioni
intellettuali; Rustici e Parmigianino sono promotori di una cultura
esoterica ed alchemica; il Pontormo appare spesso ipocondriaco e
misantropo; il Cellini spesso eccentrico e stravagante. L'elenco
potrebbe continuare.
-
Risulta alquanto
evidente che l'arte pittorica di questo particolare periodo, si
sia orientata verso l'estraniazione intellettualistica dal
mondo del reale, con mezzi insoliti fino a questo momento:
l'artificio, il "difficile", il "diverso", fino a superare,
molto spesso, gli invalicabili dati naturali. La
rappresentazione si manifesta simbolicamente e la
trasfigurazione lancia messaggi metaforici.
-
Il Manierismo,
per gli stessi artisti e teorici del periodo, non vuole essere
assolutamente il rifiuto del linguaggio rinascimentale, ma
anzi la trasposizione delle sue forme in un
contesto sempre più affrancato dalla natura e sempre più
legato all'immagine interiore; quella stessa
immagine spesso vagheggiata da Michelangelo.
-
I primi grandi
personaggi del Manierismo sono fiorentini. A Firenze, già dal
secondo decennio, si attesta l'arte del Pontormo e del Rosso
Fiorentino, entrambi eccentrici e tormentati, che si rendono
interpreti della tradizione fiorentina con l'iper-disegno
e l'iper-anatomia.
-
Nello stesso
periodo fiorisce in Emilia la pittura del Parmigianino,
considerato da alcune fonti, il più originale intellettuale del Manierismo.
-
A Siena prendono forza le
eleganti pitture del Beccafumi.
-
A Roma la pittura manieristica
tocca livelli di massima portata con Michelangelo e gli allievi
della scuola raffaelliana (Perin del Vaga, Polidoro e Giulio
Romano). Proprio da Roma si irradia la nuova Maniera che colpirà
tutto il continente occidentale europeo. Il Manierismo diventa
così il linguaggio dominante in Europa.
-
Il linguaggio manieristico si
declina in numerose varianti nelle varie nazioni europee.
|