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Antonello da Messina: La Crocifissione
L'opera è datata e firmata dall'artista nel cartiglio davanti ad uno spunzone di trave che sembra piantato nel terreno (si veda in primo piano, in corrispondenza della Madonna): "1475 / Antonellus / messaneus / me (...) pinxit"; nella parte non leggibile tra "me" e "pinxit", per alcuni studiosi, probabilmente ci sarebbero due "o", quale abbreviazione di "eleo" (olio), messe in relazione con le frequenti affermazioni del Vasari circa la tecnica impiegata da Antonello, che prediligeva quella "oleare". La struttura compositiva, qui assai più articolata (seguendo un ben diramato ordito di triangolazioni, collegate fra esse da reciproche corrispondenze, probabilmente, rispettando un legame di ordine 'aureo' tuttora non del tutto identificato dagli studiosi), presenta chiari riferimenti alla Crocifissione del Muzeul de Arta a Bucarest (tempera su tavola, 39 x 23,5 cm.). E sicuramente in base a tali relazioni deriva il periodo cronologico della tavola in esame, dove appare assai coinvolgente la vastità della visione, l'interiorità e la serenità, pur mantenendo vivo e bruciante il drammatico timbro del tema.
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