La
crocifissione è il tema più frequente e viene raffigurato
sempre in diversi modi, talvolta insieme alla Madonna e a
San Giovanni. Nella sua pittura giovanile si riconosce
l’influenza del Mantegna, suo cognato, pittore a lui molto
vicino. Si riconoscono, soprattutto nell’Orazione dell’orto,
l’arte della prospettiva negli scorci, la resa volumetrica
del figurativo, il risalto e l’importanza dei contorni e gli
elaborati schemi di composizione del Mantegna. Più avanti,
Bellini riuscirà a distaccarsi, anche se non del tutto,
dagli insegnamenti del cognato raggiungendo una propria
maturità stilistica caratterizzata dalla particolare
luminosità, dall’armonia delle gamme cromatiche, dalla sua
grandissima sensibilità verso il paesaggio naturale e dalla
capacità di lanciare forti segnali emozionali con le sue
figure. Alcuni critici leggono nelle sue opere un
plasticismo di sapore metafisico come nei lavori di Piero
della Francesca ed un esasperato realismo umano come nei
lavori di Antonello da Messina. Si svilupperà ulteriormente,
con il passare degli anni, il suo schema di composizione che
lo porterà ad essere l’unico protagonista del suo tempo. Il
suo stile raggiunge la completa maturazione agli inizi del
Cinquecento; la sua tecnica preferita è sempre più spesso
quella della tempera ed i suoi lavori saranno le famose pale
d'altare raffiguranti la Madonna in trono circondata dai
santi, dove le figure, i paesaggi e le architetture si
compongono in un perfetto equilibrio di curve di luce e di
emozioni.
Bibliografia:
"Un amore di Giovanni
Bellini", Giovanni Agosti, Officina Libraria, Milano 2009.
"Giovanni Bellini,
catalogo della mostra (Roma, Scuderie del Quirinale)", a
cura di Mario Lucco e G.C.F. Villa, Milano 2008.
"Giovanni Bellini, in
AA.VV., Pittori del Rinascimento", Mariolina Olivari,
Scala, Firenze 2007.
"Storia dell'arte
italiana", Giulio Carlo Argan, Sansoni, Firenze, 1968.
"Arte nel tempo", a cura
di Pierluigi De Vecchi ed Edda Cerchiari, Bompiani,
Sonzogno, 1991.
"Giovanni Bellini",
Stefano Zuffi, Arnoldo Mondadori Arte, Milano, 1991