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L'opera è firmata in basso
(sulla destra sotto San Sebastiano) con la scritta "IOANNES
BELLINVS". In alto, nel catino dell'abside, si legge la
scritta:"AVE.VIRGINEI FLOS. INTEMERATE. PVDORIS". In precedenza,
l'opera era collocata nella chiesa di San Giobbe a Venezia, sul
secondo altare a destra, che ne simula l'architettura.
Nella pala, dove primeggia la
Madonna col Bambino, sono collocati gli angeli (in basso), san
Francesco, san Giovanni Battista e san Giobbe (sulla sinistra);
san Domenico, san Sebastiano e san Ludovico (sulla destra).
L'opera venne rimossa dall'altare nel 1815 e per la sostituzione
fu commissionato a Lattanzio Querena il dipinto "Teofania di San
Giobbe" che venne collocato nel 1822.
La prima documentazione,
secondo Moschini Marconi (1955), sta nella citazione del
Sabellico (De urbis situ, pubblicato negli intorno agli ultimi
decenni del Quattrocento, secondo il Paoletti tra il 1487 e il
1489). Dopo la seconda edizione de "Le Vite" del Vasari (1568)
l'autografia viene riconosciuta all'unanimità, con la prevalente
cronologia assegnata al 1487 circa (Longhi, 1949; Pallucchini.
1959; Bottari. 1963).
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