La tecnica ed il linguaggio artistico di Pontormo, dopo
i primi studi di formazione artistica insieme ad Andrea del
Sarto, vengono influenzati dalla pittura di Durer, Leonardo
e Michelangelo, che successivamente trasmette al suo allievo
Agnolo (il Bronzino), l'unico assistente che riesce a
sopportare a lungo il suo difficile carattere. Insieme, a
Firenze, i due artisti decorano le lunette nella cappella
della chiesa Santa Felicita. Nel
1523, quando scoppia la piaga che colpisce la città,
Pontormo porta con sé il Bronzino a Certosa dove
realizzano una serie di affreschi andati
irrimediabilmente danneggiati.
È
proprio durante questo periodo, che la celebrità del
Bronzino si rafforza sorprendentemente, tanto che viene
chiamato a lavorare per il Duca di Urbino. Nel 1532 ritorna
a Firenze dove realizza alcune opere di ritrattistica ed
alcuni affreschi, quindi ritorna ad aiutare Pontormo nelle
località di Careggi e Castello. Nel 1540 il Duca Cosimo I
de’ Medici lo nomina pittore di corte e nel 1545 l'artista
inizia la decorazione della cappella privata della moglie
del Duca, Eleanor di Toledo. Agnolo Bronzino è molto famoso
soprattutto per le sue opere ritrattistiche per grandi
letterati e per la stessa famiglia de’ Medici, con un
linguaggio pittorico delicatamente formale, con fredde e
chiare gamme cromatiche, ed una stesura di colori piana come
la superficie dei supporti. Realizza anche molte pale
d’altare per varie chiese fiorentine.