Van Mander asserisce che
Bruegel abbia lavorato a Bruxelles nella Bottega di
Pieter Coecke, un letterato-artista che viaggia spesso
in Turchia e soprattutto in Italia, conosciuto per i
suoi arazzi e per le sue traduzioni di Vitruvio e di
Serlio. La data 1551, che per prima lo riguarda
direttamente, è stata presa da un registro della gilda
(corporazione di artisti) di S. Luca ad Anversa, dove
l’artista è annotato con il nome di Peeter Brueghel. Nel
1552 Bruegel viaggia in Italia e in Francia, come
testimoniano diversi suoi disegni che raffigurano le
località ad esse appartenenti.
Le tematiche prevalenti, nelle opere a lui attribuite
in gioventù, sono a sfondo paesaggistico (Paesaggio Fluviale
con seminatore, 1557, opera firmata). Sempre nello stesso
anno, Bruegel realizza la serie di calcografie dei “Sette
peccati capitali”, mentre è del 1560 l’opera “Il gioco dei
fanciulli”. È probabile che Bruegel nel 1562, abbia
compiuto un viaggio a Besançon e ad Amsterdam. Nell’estate
dell’anno 1563, ad Anversa, Pieter si unisce in matrimonio
con Mayeken Coecke, figlia del suo presunto maestro. Più
tardi si stabilisce a Bruxelles, dove l’arte pittorica
diventa la sua prima attività. È questo il periodo di una
delle sue opere più celebri: “La grande torre di Babele (Kunsthistorisces
Museum di Vienna). Nel 1564 gli nasce il primogenito che
chiama con il suo stesso nome e che diventerà anch’egli
pittore. Verrà distinto dal padre come Pieter Bruegel il
Giovane. Sono questi gli anni (1565-1568) delle grandi
opere, tra le quali risaltano la famosa serie dei Mesi, il
Banchetto nuziale, ed il Paese della cuccagna. Nel 1568 gli
nasce Jean che verrà ricordato come “Jean dei Velluti”. Il
pittore morirà nel 1569 e sarà seppellito nella chiesa di
Notre-Dame de la Chapelle.