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Pieter Bruegel: La parabola dei ciechi
Del dipinto ha parlato il Dvoràk, secondo il quale la paesaggistica — nonostante la schiettezza fiamminga — ha forti richiami alla pittura veneziana del periodo 1510-20 (si veda l' "Amor sacro e amor profano" di Tiziano, custodito nella Galleria Borghese a Roma). Il critico, inoltre, mette in evidenza la composizione con il "Giudizio Universale" di Michelangelo, indicandola priva di tono eroico: "In qualche posto alcuni poveri ciechi sono vittime di un incidente; nessuno gli baderà -,. la vita della natura e la vita dell'uomo proseguono, come se una foglia e nient'altro fosse caduta dall'albero ... Questo stoicismo, questo senso della fatalità è tra i più importanti fattori del manierismo nordico: nei Ciechi si perpetua in modo indimenticabile quanto, dopo Montaìgne, ha occupato tutti gli spiriti più eletti". La stesura cromatica del dipinto è alquanto sottile ed in molte zone si notano sofferenze del pigmento e cadute del colore, soprattutto nella parte centrale, dove si rivela il supporto. A proposito di ciò, Hulin de Loo metteva in evidenza, che l'impiego della tempera — causa principale delle cattive condizioni — conferì monumentalità alla composizione, precisando anche che tale esecuzione avvenne con un "pennelleggiare secco, a tratti in croce" conforme allo stile dell'incisione.
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