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Pieter Bruegel: Danza di contadini
Il Jedlicha, con l'avallo dal Genaille, ipotizza una datazione anteriore (1565-66), mentre il Grossmann sceglie una via di mezzo proponendo l'anno 1567. A proposito di entrambe le tavole, Chrétien de Mechel (catalogo del 1784) insiste sul fatto che esse siano state realizzate come "pendants", ma i dubbi degli altri critici frenano tale ipotesi, ancorata soltanto alla similitudine delle dimensioni, che appare spesso nei formati dall'artista . "La danza dei contadini" risulta nei cataloghi del Kunsthistorisches Museum di Vienna fin dai primi anni del Seicento ("ein paurenmusica vom Altenbruegel"). Nella prima metà del Settecento apparteneva alla Weltlische Schatzkammer che, nel 1748, la vendette alla Galleria Imperiale, quindi — come già sopra riportato — comparve nel catalogo (1784) del Mechel. Nel 1809, assieme al "Banchetto nuziale", fu trasferita in Francia come bottino di guerra delle truppe napoleoniche; nel 1815 le due pregiatissime opere fecero ritorno alla vecchia sede. Nella dinamica rappresentazione del ballo campestre l'artista porta al livello più alto il tema che ama di più, già più volte affrontato in passato. Corposo, radioso ed intenso è il cromatismo di questa bellissima composizione.
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