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Carlo Crivelli: San Giovanni Evangelista
Questo pannello si presenta come il più toccante del ciclo per l'enfatizzazione del movimento nella mimica e nell'aspetto fisionomico, considerati dal Van Marle (1934-36) come "mite follia estetica" e dallo Zampetti (1952) come "espressionismo". Per quest'ultimo, il pannello richiama probabilmente le incisioni tedesche con le quali, secondo molti studiosi, i contatti si estendono anche su altre opere crivellesche appartenenti a questo specifico periodo. La stesura pittorica venne cerata e resa più stabile intorno alla metà del Novecento.
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