L'opera verrà dimenticata per diversi secoli. Soltanto verso
la fine dell'Ottocento, l'architetto Luca Beltrami, durante
i lavori di restauro del castello, la scoprirà trovandola
purtroppo in pessime condizioni. Un altro restauro (nel
Novecento) finirà per togliere quel poco di originale
rimasto all'intera opera. Oggi, i visitatori, possono
apprezzare la complicata composizione ed immaginarne
l'originale eleganza, ammirando le lunette sopra la cena
delle Grazie.
Intorno al 1409, anno che corrisponde alla caduta di Ludovico il
Moro, Leonardo girovaga tra Mantova, Venezia, in alcune zone
della Romagna (esperienza del Valentino) ed infine a Firenze
dove vi rimane per ben cinque anni (1501 - 1506). A Mantova
realizza il cartone che attualmente si trova al Louvre di Parigi
dove è raffigurata Isabella d'Este.
Il cartone servito per la realizzazione della Sant'Anna
(1500, per un dipinto commissionato dall'Annunziata), presenta
una compatta struttura architettonica che richiama una
misteriosa paesaggistica; anche qui predomina il suo pregevole
sfumato che addolcisce i contorni e conferisce fluidità e
morbidezza all'involucro. Attualmente si trova custodito alla
Galleria Nazionale di Londra, mentre l'opera a olio è al Louvre
di Parigi. Qui la composizione è assai più articolata che nel
cartone, presentando una struttura - relativa alle figure - a
schema piramidale, stagliata in uno sfondo dove predominano
montagne rupestri ed irregolari, in un tenue cromatismo che
contribuisce ancora di più a far emergere il gruppo di figure
collocate in primo piano: una perfetta intonazione del paesaggio
con la poetica dolcezza espressa dai teneri sorrisi delle
figure.
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Ritratto di I. d'Este
(particolare) Louvre |
Sant'Anna, la Madonna e il Bambino
National Gallery Londra |
Sant'Anna, la Madonna e il
Bambino con l'agnello, National Gallery Londra |
I due ritratti
realizzati nel periodo milanese
- il
Musicista
dell'Ambrosiana e la cosiddetta
Belle Ferronnière
del Louvre -
a differenza di altre opere di Leonardo, non presentano sfondi
paesaggistici ma tinte leggermente armonizzate che tuttavia
riescono in modo efficace a staccare le figure dai loro
supporti. Non è la stessa cosa nella celeberrima Gioconda,
dove un incantevole paesaggio si fonde armonicamente con la
figura in primo piano. In quest'opera Leonardo conferisce alla
ritrattistica una formale trasfigurazione idealizzata che si
evidenzia soprattutto nel morbido carnato e si concentra
nell'intramontabile e misterioso sorriso. La poesia si respira
in modo completo nella visione di questo fantastico ambiente,
rappresentato nella luce soffusa di un incantevole tramonto.
Tutto diventa sogno .... e la generale intonazione tendente al
verdastro mette in evidenza con grande efficacia lo sfumato del
chiaroscuro, anziché il cromatismo.
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La Gioconda (Monna Lisa) cm. 53,
Louvre Parigi |
Particolare della Gioconda (Monna
Lisa), Louvre Parigi |
Nel salone dei
Cinquecento a Palazzo Vecchio (Firenze), il grande Leonardo si
misura con il grande Michelangelo. La sua Battaglia di Anghiari,
un'opera realizzata con tecnica probabilmente ad encausto ed
andata perduta per impiego di accorgimenti tecnici errati con
gli aggravanti - negli anni Cinquanta dello stesso secolo - di
una pessima restaurazione, sarebbe stata una delle opere più
importanti del Maestro.
Leonardo conferisce
ai propri personaggi la grazia, la bellezza e l'incanto, propri
dell'arte ellenica. Egli infonde l'anima anche alle cose
naturali, e dà vitalità alle composizioni con una nuova visione
cromatica nella degradazione atmosferica ricca del suo pregevole
sfumato. Leonardo eserciterà nel corso dei secoli un influsso
vastissimo e permanente.
I soggiorni
lombardi sono stati assai fecondi per il grande artista toscano
che nulla potrà però tramandare in questa regione perché
circondato da seguaci che, nonostante la fedeltà verso di esso,
non riusciranno a portare avanti la sua arte. Nessuno di loro si
avvicina al suo genio, tuttavia, uno fra questi, Giovanni
Ambrogio de Predis (1467 - 1517), diviene suo collaboratore
nella Vergine delle rocce.