| Particolare del "Battesimo di
Cristo"1472-1475, (assieme 177 x 151) Uffizi Firenze |
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Sull'opera:
"Battesimo di Cristo" è un dipinto di Leonardo (leggi
sotto) realizzato con
tecnica ad olio su tavola nel 1472-1475, misura
177 x 151 cm. ed è custodito agli Uffizi di Firenze.
L'opera fu realizzata per il chiostro della chiesa di San
Salvi. Da qui pervenne al chiostro delle Vallombrosane di
Santa Verdiana. "Il Battesimo di Cristo" fu ritrovato in
questo luogo da una Commissione (dipartimento dell'Arno)
formatasi allo scopo di catalogare oggetti d'arte e di
scienza presenti nelle comunità religiose (conventi,
monasteri, chiese ....). Nel 1810 fu trasferito
all'Accademia di Belle Arti, e dopo poco più di un secolo
(1914) pervenne agli Uffizi di Firenze.
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Secondo una notizia
dell'Albertini nel suo "Memoriale" (1510) l''intervento di
Leonardo da Vinci fu limitato alla realizzazione dell'angelo
in primo piano: "... in Sancto Salvi opere bellissime, et
uno angelo dì Leonardo Vinci". La tesi del solo angelo
realizzato da Leonardo fu sottoscritta anche dal Vasari il
quale la integrò con quella del Billi. Lo spicco dell'angelo
di Leonardo, in un morbido cromatismo con soffici giochi di
luce ed ombra, configurato in più "direzioni di movimento",
ripreso in diverse prospettive, certamente dovette
interessare i fiorentini come testimoniano due piccole
miniature uscite dalla celebre bottega di Attavante: la
prima miniatura, realizzata nel periodo 1483-1485, dimostra
chiaramente l'impiego diretto della coppia di angeli; nella
seconda, eseguita nel 1487, appare solo l'angelo di Leonardo
da Vinci (Riportato dal Chastel in Art et Humanisme a
Florence..., 1959). Ciò che attestò il Vasari nella
biografia del Verrocchio ed in quella di Leonardo, e già
dalla prima pubblicazione uscita nel 1550, poi riproposta
all'unanimità da tutti gli studiosi con l' immancabile
integrazione dello "scoraggiamento del Verrocchio", che per
fare un dispetto al suo discepolo, più che per l'invidia,
avrebbe lasciato incompiuto il dipinto, non è vero e non fu
accolta dagli studiosi del Novecento; fra questi il Thiis
nelle pubblicazioni del (1909 e 1914) ed il Reymond
(Verrocchio, 1906). Qualcuno assegnò l'angelo ad un
ipotetico allievo del Verrocchio ma tale ipotesi non fu
neanche presa in considerazione. Oggi l'attribuzione
dell'Angelo a Leonardo è unanime.
ai particolari:
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Particolare 1 |
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Particolare 2 |