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Lorenzo Lotto: Cenni sulla biografia e vita artistica
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Pagine correlate:
Le opere:
Venticinque opere dell'artista, tra le quali, diverse
Madonne, Nozze mistiche di Santa Caterina, Pala di Santa
Cristina al Tiverone, Polittico di San Domenico, la
Trasfigurazione, Affreschi di Trescore
..... ed altro.
La critica:
L'arte del Lotto in confronto al fare tipico, epico,
aristocratico dei veneziani della capitale .....
Lorenzo Lotto
(Venezia 1480 ca. – Loreto
1556)
è talvolta riconosciuto come “spirito romantico", data
la sua grande sensibilità ed il suo forte turbamento
caratteriale, nonché per il suo stile di vita che lo porta
ad un continuo pellegrinaggio per l'Italia. Lorenzo Lotto
nasce intorno al 1480 a Venezia, ma la sua attività
artistica si svolge prevalentemente nella regione lombarda,
negli ambienti romani e nelle zone delle Marche.
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Della sua formazione artistica si
conosce ben poco, ma dalle sue opere giovanili risulta
abbastanza evidente l’influenza di Giovanni Bellini. Ciò
nonostante pare che abbia frequentato la bottega d’arte
dei Vivarini. Nel periodo 1503-1506, si trova ad operare
a Treviso (così risulta da alcuni documenti), dove
probabilmente vi soggiorna già da qualche tempo e, anche
grazie alla conoscenza del vescovo Bernardo de Rossi,
riesce a lavorare intensamente su svariate tematiche che
diventeranno le peculiarità del suo programma futuro:
ritratti, pale d’altare e moltissime immagini a sfondo
religioso.
Nel 1506 si reca per un soggiorno nelle Marche per
adempiere alla richiesta della realizzazione di un polittico
per la chiesa di San Domenico a Recanati. Qualche anno più
tardi, nel 1508, si trova a Roma per la decorazione degli
appartamenti papali in città del Vaticano, lavoro che non
viene però apprezzato da papa Giulio II. Accusando il colpo,
nel 1510, ritorna a Recanati e lavora all’affresco di “S.
Vincenzo Ferreri in gloria” ed alla pala della
“Trasfigurazione” per la chiesa di S. Domenico, nonché ad
una “Deposizione” ad Jesi per la chiesa di S. Floriano. Nel
1513 esegue una grande pala a Bergamo per la chiesa di S.
Stefano (attualmente in S. Bartolomeo).
Negli anni 1523-24 realizza la decorazione delle tarsie per
il coro di S. Maria Maggiore, del quale Lotto si assume
l’impegno di fornire anche i modelli, eseguiti in seguito da
G. F. Capoferri. Gli anni successivi lo trovano impegnato in
varie zone del centro Italia, conosciute soltanto in parte e
pochissimo documentate: altri riferimenti inequivocabili dei
suoi spostamenti provengono dalle numerosissime pale sparse
per le chiese marchigiane, tra cui anche quelle di Recanati
ed Jesi, dalle quali in più occasioni viene chiaramente
segnalata la sua presenza. Molto meglio documentata risulta
essere la sua vita dopo il 1540, anno in cui l’artista ha
iniziato a trascrivere le varie spese in un libro, chiamato
appunto “Libro di spese diverse”, che è arrivato ai nostri
tempi, dove tiene conto di qualsiasi evento relativo alla
sua vita artistica ma anche privata. Da qui si rilevano
anche i suoi rapporti di sincera amicizia con Sansovino e
Serio, nonché le problematiche relative alla sua difficile
situazione finanziaria e alle tante altre sfaccettature
della vita quotidianamente vissuta. Nel 1540 ritorna a
Venezia e si dedica alla realizzazione della pala per S.
Giovanni e Paolo, portata a termine nel 1542. Sempre nello
stesso anno, ad ottobre, Lotto parte per un soggiorno a
Treviso per poi rientrare a Venezia nel 1545. Nel 1549 si
deve spostare di nuovo, questa volta ad Ancona, per
realizzare la pala al S. Francesco alle scale. Nonostante la
sua indiscutibile capacità artistica , Lorenzo Lotto, paga
duramente la sua posizione libera ed indipendente nel mondo
artistico del suo periodo: la prosperità non gli è mai
arrivata e, intorno al 1550, per procurarsi sostentamento è
costretto a separarsi, con una precaria ed improvvisata
vendita all’asta, da quarantasei sue opere. Nonostante
questa dolorosa vendita le sue finanze rimangono precarie,
quindi deve vendere altri oggetti e poi entrare in una
comunità religiosa di Loreto. Le sue ultime trascrizioni
risalgono al 1556 e la prima documentazione che lo trova già
defunto è del 9 luglio 1557.
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