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Lorenzo Lotto: Allegoria, cm. 55 x 43,2
Si ricava quindi che la presente tavoletta avesse fatto da custodia a quella con raffigurato il vescovo Bernardo de' Rossi (pagina precedente), identificabile, come afferma il Liberali ("MIV" 1963), con la "coverta del quadro del ritrato" che Bernardo de' Rossi lasciò a Treviso quando, nel 1510, fu costretto a fuggire dalla città. Più tardi il dipinto appartenne alla collezione Bertoli di Parma dove fu notato prima dall'Affò (1791) e poi dal Federici (1803). Dalla Famiglia Bertoli passò al pittore bergamasco Gritti (fonte: Morelli, 1883) e da questi, nel 1791, ad una collezione privata londinese. Nel 1934 l'opera fu messa in vendita presso la casa Sotheby (fonte: Borenius, "BM" 1934) ed aggiudicata ad Asscher. L'itinerario continua con la collezione fiorentina di Contini Bonacossi il quale la vendette, nel 1935, a Samuel H. Kress. Nel 1941, o molto probabilmente poco prima, pervenne finalmente alla galleria statunitense.
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