Si trasferisce per un certo periodo a Lucca, quindi a
Firenze dove frequenta spesso la bottega del Verrocchio.
Viene considerato della critica ufficiale uno dei maggiori
artisti dell’Umanesimo ed il massimo esponente della pittura
umbra del Quattrocento. Nel Perugino come del
resto, nella pittura umbra in genere, c’è uno stretto
rapporto religioso che porta direttamente la ragione al
misticismo: spesso sullo sfondo dei suoi dipinti è
raffigurato il gradevole ed elegante paesaggio della
valle folignana o del Trasimeno, ricca di maestosi
castelli circondati da boschi. Il Perugino viene spesso
associato a due grandi esponenti della pittura italiana
come Leonardo e Botticelli, perché ha con il primo una
certa affinità artistica e talvolta anche intellettuale,
mentre con il secondo collabora alla decorazione della
cappella Sistina.
Il Perugino
si muove in un contesto che è quello appartenente al tardo
Umanesimo, e l’arte fiorentina ha un ruolo importante nella
sua formazione artistica, a tal punto che gli storici d’arte
contemporanea lo considerano, a tutti gli effetti, un
maestro d’adozione fiorentina.
Tra le
caratteristiche della sua pittura, che lo distinguono dagli
altri suoi contemporanei, c’è la conquista della prospettiva
atmosferica e la piena coscienza di ciò che è il paesaggio.
Le sue prime opere firmate risalgono all’anno 1478, quando
realizza gli affreschi nella chiesa di Cerqueto presso
Perugia e l’Adorazione dei magi. La sua formazione artistica
raggiunge la completa maturità con i lavori di decorazione
nella cappella Sistina alla quale sono chiamati i più grandi
maestri del tardo Umanesimo come Botticelli, Cosimo Rosselli
e Domenico Ghirlandaio. È qui che nasce la sua grande opera:
“La consegna delle chiavi a S. Pietro”, dove in un'ampia
spazialità contraddistinta da richiami architettonici, che
lo avvicinano a Piero della Francesca, si esprimono figure
enfaticamente equilibrate, di stile Verrocchio. A questo,
segue un altro momento della sua vita che lo vede muoversi
prevalentemente per l’Umbria, e corrisponde al suo periodo
più fecondo: è qui che nasce “lo sposalizio della Vergine,
Il trionfo della castità e l’Ascensione. Negli ultimi anni
la sua pittura acquisisce uno stile sempre più povero con la
ripetizione delle sue passate composizioni di successo.
Muore a Fontignano nelle vicinanze di Perugia nel 1523(4?).