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Piero della Francesca: Madonna della Misericordia
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Anche questa tesi ebbe echi abbastanza brevi, e non soltanto: il Longhi la respinse decisamente, come pure il Clark che invece ne appoggiava la prima. Per quanto riguarda l'autografia, c'è il pieno accordo della critica ufficiale, mentre per la cronologia, le date proposte dai vari studiosi appaiono alquanto divergenti: il Longhi legge nella presente composizione una certa maturità che si rileva nelle altre tavole dello stesso Polittico, ipotizzando che le raffigurazioni dei devoti siano un chiaro richiamo al grande "Dittico dei duchi di Urbino" (1465-66, Uffizi di Firenze) dal quale si evidenzia la complessa esperienza pittorica di Piero; il Focillon ravvisa nei devoti forti affinità con la pittura masaccesca, soprattutto per la loro vigorosa caratterizzazione, mentre il Clark, senza aggiungere alcuna spiegazione, colloca la tavola intorno al 1449-51, periodo dei viaggi di Ferrara e Rimini.
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