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Piero della Francesca - Storie della vera Croce: Battaglia di Eraclio e Cosroe
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Le truppe del re persiano vennero sconfitte dall'Imperatore Eraclio "a lato il fiume di Danubio" (presentate per gran parte l'affresco, partendo da sinistra) e, in seguito alla vittoria, questi invitò Cosroe a diventare cristiano ma, "non volendo quelli acconsentire, trasse fuori il coltello e tagliogli incontanente la testa", come si vede nella scena che si svolge sulla destra della composizione. Fra i personaggi riuniti intorno al re Cosroe, che umilmente attende immobile il suo triste destino, ne "Le Vite" del Vasari sono identificati i ritratti dei committenti nelle persone di "Luigi Bacci ... insieme con Carlo e altri suoi fratelli" (meglio sarebbe un identificazione in Francesco di Baccio con i nipoti Agnolo ed Andrea) e di "molti aretini che fiorivano allora nelle lettere". Ipotesi, queste, tutte da discutere, mentre altre dello stesso Vasari sono nettamente da escludere come quando nel bel mezzo della battaglia indica "la paura, l'animosità, la destrezza, la forza e tutti gli altri effetti che in coloro si possono considerare che combattono; e gli accidenti parimente, con una strage quasi incredibile di feriti, di cascati e di morti", contrastata dal Focillon che in questo combattendo vede sole persone che "si muovono senza fretta, come bravi operai coscienziosamente intenti al loro mestiere di uccidere". Come detto sopra, nella presentazione dell'opera, la critica ufficiale considera - nella stesura - una vasta collaborazione con altri pittori, che il Longhi attribuisce al solo Lorentino d'Arezzo.
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