Le ricerche che affermavano il Mantegna e il Tura
ebbero termine con Ercole nell'arte ferrarese : tutto si schiara,
si nobilita, si illumina ; si perde l'involucro o classico o
ferreo, e rimane come purificata la forza morale.
A.
venturi,
Storia dell'arte italiana, VII, 1914
L'arte trabocca, dopo tanto e così severo ritegno, di
umana tenerezza.
N,
barbantini,
La pittura ferrarese nel Rinascimento, m "Nuova
Antologia", 1933
Ercole non è soltanto pittore dinamico per i colori, ma
anche per il segno rapido e nervoso, che ben dimostra
l'impeto dell'ideazione del comporre e schizzare le
figure in movimento, mentre il freno dell'arte lo
costringe poi a calmare la foga, fino a raggiungere il
perfetto equilibrio delle masse, e soprattutto a
comporle entro la cornice armoniosa delle slanciate
architetture, che rispondono a un perfetto criterio
statico. F.
filippini,
Pittori ferraresi del Rinascimento in Bologna, 1933
Corrono gli
anni dal 1469 al '76 o poco più avanti. E per tutto si imprime
la prima forma di Èrcole, che sull'immaginativa ingrifata del
Tura, sulla rusticana terribilità del Cossa, va fondando il suo
personale e disperato cubismo; in alto senso decadente, come
doveva pur essere dopo precedenti già tanto spericolati [...].
Nelle azioni umane poi, un repertorio così ricco di moti, di
arresti, di pause, di spezzature; così fiammante e crudele, da
traboccare genio da ogni verso. Un'eleganza quasi perniciosa e
attoscata; un mondo dell'anticristo; un senso tanto più beffardo
del perituro, di quanto l'attimo è più colpito a segno. Che
incantesimo, e che tragedia senza lacrime. R.
longhi, Officina
ferrarese, 1934
L'esasperato contorno del Tura, tridimensionalmente
esaltato, si articola in una composizione e figurazione "cubizzata",
instabile, movimentata; il "sistema prospettico" di Cossa,
risolto sempre nella strutturazione architettonica saldamente e
severamente, delimitato e racchiuso con precisione e chiarezza
dall'effetto luminoso sempre uniforme, qui si sfalda e si rompe
[...]. La luce, non più cristallina e diffusa, acquista nel de' Roberti modulazioni di ritmo efficacissime e variabili; da luce
artificiale, astratta, diviene naturale, a sfumature ombrate e
penombrate. Anche il colore abbandona la smagliante metallica
forza per assumere tonalità varie, mutabili, fuggevoli: ora
limpide e fredde, ora violente e carnose, sempre armonicamente
fuse in un ritmo compositivo equilibratissimo. F.
cologni, Itinerari
del tempo antico dell'arte: C. Tura, F. Cossa, E. de' Roberti,
1961
La tecnica pittorica di estrema finezza, riflette
l'aspirazione a sciogliere la saldezza plastica e il rigore
ferrarese del disegno in modulazione pittorica. I colori hanno
una luminosità preziosa, e tuttavia Roberti ha cercato di
attenuare la vivacità coloristica del Cossa con lievi ombre e
delicate lumeggiature [...]. La dolce, solenne malinconia del
sentimento accomuna il Roberti alla sensibilità del Perugino, di
Leonardo, del Francia e del Costa. Nell'ambiente emiliano il
Roberti appare come un maestro di transizione:
Al suo
temperamento inquieto ogni soggetto si presenta come cosa nuova,
cosicché nel corso dell'esecuzione pittorica egli si allontana
dal progetto originale, fissato nel disegno, per attingere la
forma definitiva attraverso un tormento tutto moderno,
raggiungendo raramente omogeneità di stile. E.
ruhmer, Èrcole
de' Roberti, in "Enciclopedia Universale dell'Arte", XI,
1963