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ll Giorgione (Giorgio o Zorzi da Castelfranco)
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La critica:
Colui che ha saputo vedere e rendere un tale effetto è
uno di quei pittori-poeti che hanno aggiunto alla poesia
della natura la bellezza della pittura. L. hourticq,
Le problème de Giorgione, 1930
Le
sue opere: Mosè alla prova del fuoco, il
Fregio di casa Pellizzari, Autoritratto, l'Adorazione
dei magi, Sacra famiglia Benson, Natività Allendale...........
Altre opere:
Veduta di Castelfranco, Ritratto di vecchia, La
tempesta, I tre filosofi, .....
La
sua pittura: La Pala della Chiesa di San Liberale
(Castelfranco Veneto, Treviso) nella quale viene
raffigurata la Madonna in trono...
Il suo periodo:
In tutta l'ampia zona del nord Italia, da ovest ad est,
e soprattutto negli importanti centri ...... |
Sulla biografia di Zorzi o Giorgio Barbarelli da
Castelfranco, detto il Giorgione, si ha soltanto qualche
frammentata notizia. Il Giorgione è uno degli esponenti più
importanti del Rinascimento veneziano, morto di peste
all’età di trent'anni (nato il 1470/77? e morto nel 1510).
Oltre alla Pittura, si interessa anche di musica e di poesia
ed è un assiduo frequentatore di salotti delle famiglie
aristocratiche veneziane. Dalle sue opere risultano evidenti
gli influssi di Leonardo, Durer e di Giovanni Bellini.
Il suo stile si contraddistingue da quello degli artisti a
lui contemporanei soprattutto per l’importanza assunta dal
colore rispetto alla linea ed alla composizione, mentre le
tematiche sono tra le più svariate, talvolta fantastiche,
spesso tendenti ai toni scuri. Paesaggistica e figurativo si
amalgamano in un'avvertibile armonia dentro una realtà
creata da innumerevoli sfumature.
La sua pittura influenzerà altri grandi Maestri del colore come Tiziano, Palma il Vecchio e Sebastiano del Piombo. Per questo motivo c’è stata nei secoli molta incertezza nell’attribuzione di vari dipinti fra lui e Tiziano. I suoi abituali committenti sono un ristretto giro di famiglie aristocratiche legate al mondo della cultura che gli richiedono, di solito, realizzazioni di tematiche figurative con personaggi velati da mistero, mentre le opere eseguite per la pubblica committenza, risultano essere soltanto una tela
(andata perduta di cui non si conosce il soggetto) eseguita per il Palazzo Ducale di Venezia e l’affresco del Fondaco dei Tedeschi (quasi completamente perduto), attualmente alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Di questo affresco rimane soltanto la figura dell’ignuda.
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