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L'Impressionismo francese

 

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Il Post-Impressionismo: Dopo il breve periodo della pittura impressionista, ad iniziare dallo stesso Cézanne, nell'arte di tutta l’Europa si profilano inedite tendenze in veloce maturazione e si compongono nuovi gruppi di pittori .....

Impressionismo in sintesi: L'impressionismo è nato dalla sperimentazione di un nuovo linguaggio artistico voluta da un  gruppo di pittori e non ha origine da dottrine, pianificazioni, manifesti di poetica; è invece quello di una convergenza di intenti che si manifesta .....

Altri passi impressionistici con Monet: Claude Monet (1840 - 1926), l’Impressionista degli Impressionisti, viene avviato ed educato all’Arte dal petit-maìtre di Honfleur, Eugène Boudin (1824-1898) che lo incita, sempre più, a tenere presente soprattutto ......

 

Il Movimento impressionista lo possiamo definire come un'avventura artistica, del tutto nuova, che mette fine alle ricerche dell’Ottocento. I pittori lavorano all’aria aperta per riportare sulla tela tutti gli aspetti del mondo che li circonda, cioè oltre al solito freddo, statico e schematico paesaggio, anche la luce, il movimento e soprattutto l’attimo. La luce viene creata con accostamenti di macchie di colore, preparate sulla tavolozza e mai sfumate sulla tela, mentre il movimento (il moto) non è creato soltanto da un insieme di chiaro-scuri ma dai diversi "attimi", che la natura assume in più momenti della giornata, compresi quelli estremamente piccoli.

L’artista, quando dipinge, percepisce l’ambiente in cui è immerso, carico di immediatezza e quindi di freschezza, libero dagli schemi canonici e soprattutto da retorica intellettuale. Questa immediatezza si scarica sul quadro come un fiume in piena e la natura penetra con tutto il suo potere espressivo nella tela. Quello che entra in gioco in questa valanga che investe il supporto pittorico, è soltanto il bagaglio dell’impressione fugace dell’artista.

 E questo, seppur unico protagonista, riesce a conciliare il difficile rapporto tra visione ottica e sentimento, tra la realtà vista nella natura e la realtà lirica trasfigurata, tra la percezione dell’occhio e gli stati d’animo dell’osservatore. Una conciliazione, invece, rifiutata dal periodo contemporaneo agli Impressionisti.

Questo rifiuto ci porta a pensare che l’equilibrio dei rapporti sopra riportati sia precario, non essendo retto da dati teoretici e sistematici, ma soltanto dal puro intuito, conferendo alla lirica, interpretazioni a 360 gradi. In questo modo ogni particolarità messa in risalto può venire interpretata in diversi modi, sia dagli osservatori che dagli stessi pittori: si può arrivare al Puntinismo dei Seurat e Signac oppure all’animato linguaggio di Van Gogh o addirittura alla pittura di Gauguin carica di un simbolismo primitivista.

Questo dimostra la forza della pittura impressionista che diventa così la base di partenza verso ogni tipo di nuove conquiste, portando dentro di sé, oltre alla rivoluzione che riguarda la formalità ( cioè accostamento di macchie di colore dividendo le gradazioni in piccoli scalini con uso anche di complementari, analisi sugli effetti luce e movimento, pennellata leggera e fluida, pigmenti mescolati sulla tavolozza con pochi colori e libera dalle mille sfumature,  assoluta libertà prospettica e compositiva ), anche e soprattutto un atteggiamento inedito di fronte all’ambiente ed alla vita quotidiana (comune a tutti gli impressionisti) riportata sulla tela con felice esaltazione.

Il pittore impressionista  riesce a superare il concetto meditativo e malinconico del linguaggio corottiano ed instaura subito un rapporto con la tematica colto sul momento, accidentale ed improvviso, con la luce, il movimento, l’atmosfera, il vento con il suo rumore ed il silenzio. Il fiume in piena che colpisce la tela diventa un'impressione improvvisa ed un'esplosione di toni che vibrano, concedendo delle gradevoli sensazioni di realtà, seppure trasfigurata, all’osservatore.

Tutti gli Impressionisti, anche quelli che come Degas non accettano alcune regole, seguono il concetto che si riscontra sempre nell’immediato e nella vita attualmente vissuta, ne fanno un'attenta analisi visiva e si scostano brutalmente dalle tematiche romantiche. Il linguaggio espressivo diventa libero, creativo ed acquista il potere e la licenza per una trasfigurazione lirica della realtà che a sua volta viene vissuta nell’impressione. Quest’ultima riesce a colpire non soltanto l’occhio ma anche il sentimento.

Nasce così, per gli impressionisti, un nuovo modo di percepire la natura e tutto ciò che riguarda l’immediato. Questa percezione, riportata di getto sulla tela, dà come risultato finale il naturalismo goduto dall’occhio, e l’aspetto lirico assorbito dal sentimento. Gli affollati boulevards parigini, la Senna con le sue rive e le sue animate acque, gli interni di caffè, le regate, le colazioni all’aria aperta, i cieli vivi e movimentati, le riunioni per balli e banchetti sono i temi che più appassionano questi nuovi artisti. Gli Impressionisti sono capaci anche di cogliere l’intimità delle riunioni di famiglia depurandole prodigiosamente da ogni traccia di Romanticismo.

Il linguaggio del pittore impressionista riesce a superare quello dello scrittore, diventando così il principale testimone della quotidiana vita francese, ed anche incontrastato poeta di quel periodo, riconosciuto purtroppo soltanto in seguito. Noi, oggi,  non riusciamo a concepire come un movimento così ricco di creatività, freschezza e fluidità, sia stato respinto con tale forza dalla critica contemporanea ed abbia mantenuto in miseria la maggior parte dei promotori (i più fortunati hanno conosciuto la popolarità soltanto da vecchi). Il nostro “non capire” forse dipenderà dal fatto che siamo aperti ed abituati ai forti cambiamenti e ci sfugge che gli impressionisti fondarono il loro movimento con le nuove tecniche rivoluzionarie e sovversive, nel momento in cui le teorie di Ingres dilagavano influenzando anche gli artisti dell’Accademia e, i Salon contribuivano da decenni a mantenere le tematiche più richieste dal pubblico francese ed europeo.

Il cammino dei pittori impressionisti, seppur molto breve, è tutto in salita ed avviene gradatamente: ogni vetta viene raggiunta con grandi sforzi dai singoli componenti del gruppo. Monet, Renoir, Sisley, Pissarro ... con un insieme di opere dove, se non ci fosse stata la firma, nessun critico d’arte avrebbe potuto attribuirne la paternità, erano l’anima dell’impressionismo francese. Soltanto dopo alcuni anni avverranno gli incontri con altri artisti che si riconosceranno in quel nuovo modo di dipingere, e poi ancora, l’arrivo in massa di nuove adesioni e l’approvazione della critica ufficiale. Manet, Cezanne e Degas sono considerati i pittori più vicini al quartetto che ha fondato il gruppo.

Infine proviamo a concentrare l'attenzione sui veri contenuti di questo meraviglioso linguaggio, e da un certo punto di vista ci verrebbe da asserire con certezza che nell'Impressionismo vengono assommate ed espresse in modo assai significativo alcune delle più grandi conquiste del nuovo modo di pensare e della nuova sensibilità verso il mondo che ci circonda. Questa affermazione è pressoché arbitraria, perché vedere nell'Impressionismo soltanto una innovativa concezione della luce, resa più viva con una rivoluzionaria tecnica, o raccontarlo come l'eccezionale e fortunato accogliersi di un contenuto gruppo fra i più grandi "geni della pittura" nel corso della Storia dell'Arte, non è tutto. Questo sicuramente non si può negare perché è un fattore di fondamentale importanza, ma la genialità non è qualcosa che nasce nell'artista e si sviluppa da sola, un misterioso flusso che permette a determinate persone di farsi portatori di grandiosi ma misteriosi messaggi. È invece l'incontro fortunato di una tangibile individualità, dotata di caratteristici mezzi, con situazioni storiche che permettono di aprirsi e liberarsi, nonché di esprimere se stessa nella maniera più compiuta possibile. Se nella successione e nell'articolazione delle varie forme artistiche è legittimo vedere una delle maniere in cui viene espressa la più sentita e varia realtà, in qualche modo la genialità è anche una questione di quantità e di forza: tanto più numerosi e forti sono gli intrecci della storia che avvolgono una personalità di pittore, tanto più vasta è la sintesi che si forma per intuito nella sua fantasia, tanto più alta diventa la sua genialità. Considerando le cose in questa maniera, si può affermare che l'Impressionismo è un'inedita interpretazione del mondo che ci circonda, inconcepibile senza pensare che quegli artisti abbiano acquisito e sviluppato un senso della natura e della vita, che coincide con il risultato del sacrificio compiuto dalla borghesia per circa due secoli, nell'affermazione di un proprio modo di percepire e di pensare.

Riassumendo tutte le fasi dell'avventura impressionista:

1 - La nascita dell'Impressionismo: Tre giovani artisti appartenenti al movimento realista, si incontrano, decidono di andare ogni giorno sulle rive della Senna per dipingere il movimento dell'acqua, del cielo e dell'ambiente, e si accorgono invece di trovarsi di fronte ad un'inesauribile fonte di linfa vitale, la cui ricchezza non cesserà mai di alimentarli. Questi artisti sono Monet, Renoir e Pissarro. Gli anni sono quelli che precedono il 1870.

2 - I primi momenti difficili dell'Impressionismo: I tre protagonisti, sentono fortemente gli impulsi  del nuovo e rivoluzionario modo di dipingere, capiscono che possono raggiungere traguardi molto elevati, ma non riescono a trovare pittori che li seguano. Vengono affiancati soltanto da Sisley.

3 - Gli Impressionisti puri e i discutibilmente impressionisti (puri): Soltanto il trio Monet, Renoir, Pissarro insieme a Sisley possono considerarsi impressionisti allo stato puro. Tutti gli altri, pur appartenendo al genere impressionista non abbracciano tutte le  sue moltissime caratteristiche, fatte non solo di pura tecnica. Manet prepara la sua tela con una combinazione compositiva equilibrata e ragionata, Cezanne, nonostante le sue opere prettamente impressioniste, non si considera tale, Degas abbraccia in pieno la tematica e la parte emozionale dell'Impressionismo, un po' meno la tecnica e per niente l'en plein-air, Bazille non ha avuto il tempo per scrollarsi di dosso le forme classiche data la sua prematura morte, Armand Guillaumin – in prima battuta – aderisce in pieno al movimento ma piano piano le sue opere, che sono molto vicine a quelle di Gauguin, diventano sempre più astratte, Berthe Morisot si avvicina a Manet suo cognato, Mary Cassati l'americana è influenzata dall'amico Degas, Paolo de Nittis partecipa soltanto alla prima mostra degli Impressionisti, Gustave Caillebotte e Toulouse-Lautrec   non riescono ad abbandonare completamente la cultura classica ...... e si potrebbe continuare con altri grandi personaggi ..... Tutto questo perché l’Impressionismo non ha schemi né teorie da rispettare. L’opera impressionista deve parlare da sé attraverso le peculiarità dei personaggi che sono sempre dissimili gli uni dagli altri. Anche rimanendo in sintonia, il più delle volte ogni pittore vive isolato le proprie emozioni trovandosi spesso a risolvere problematiche che sorgono inaspettate. Lo stesso Renoir non sa che sapore avrà l'opera che ha iniziato a dipingere.

4 - Le umiliazioni e lo sfavore del pubblico: Umiliati e derisi per aver infranto, con una pittura abbozzata come un semplice schizzo e puliture di pennello sulla tela, il culto della tradizione classica e della bellezza, sono accusati per la scelta di soggetti volgari prelevati dalla vita quotidiana, privando il pubblico del messaggio iconologico.

5 - La gloria: Il primo accenno alla gloria arriva nel 1879, qualche anno prima dello scioglimento del gruppo, ma l'Impressionismo si rafforzerà di anno in anno, influenzando tutte le tecniche ed i movimenti fino ai nostri giorni.

6 - L'interminabile parto di nuove forme e nuovi linguaggi: Ancora oggi l'Impressionismo partorisce nuovi linguaggi attraverso una ragnatela ramificata che si fa sempre più larga.

7 - Il canto lirico della natura in un linguaggio mai raffigurato prima: L'opera impressionista è un canto lirico, dove il paesaggio raffigurato compare ogni volta con diverse tonalità, in diversi movimenti, con diverse note, ma sempre in armonia con tutto il contesto. Un continuo crescendo e diminuendo di mutevolezza "dell'attimo" in cui si percepisce l'emozione propria di quel piccolo lasso di tempo – importantissima – e che non deve andare perduta.

8 - La percezione della luce attraverso un rivoluzionario cromatismo: La percezione della luce è un'emozione e, come tale non viene mai percepita nella stessa maniera. Molto dipende anche dallo stato d'animo dell'artista che la deve riprodurre nell'opera. Soltanto cogliendo l'attimo,  registrandolo in contemporanea, il pittore riesce a non influenzarlo con il suo stato d'animo e a riportarlo grezzo e vivo sulla tela.

9 - I doppi insegnamenti sul modo di dipingere e su quello di percepire le emozioni: Con L'Impressionismo cambia il concetto della tonalità: è l'iride che riunisce i colori frammentati sulla tela e, questo concetto rimane ormai un principio di base della pittura moderna. Da qui nascono il divisionismo e l'assoluta libertà di accostamento di macchie di colore – piccole o grandi – e la capacità di trasformarsi in una gradevole composizione al di là della tematica.

Frammenti d'arte:

Osserviamo un ritratto in primo piano di un Impressionista e notiamo che contiene molti attimi. Mettiamolo a confronto con una comune fotografia che riprende esattamente tutte le caratteristiche di movimento in un determinato lasso di tempo, in cui l’atteggiamento di ogni singolo organo risulta in armonia con tutto l’insieme. Ebbene, la foto risulta, statica, ferma. Se un artista, anche seguendo tutte le regole impressioniste, realizzasse un ritratto ricopiando la foto, questo avrebbe tutte quelle caratteristiche descritte, meno che il movimento. Dipingendo un ritratto dal vivo, invece, l’artista riporta sulla tela la miriade di atteggiamenti che assume il soggetto nei vari momenti e nelle varie sedute. Gli occhi non avranno la stessa espressione, un sorriso non darà mai alle guance l’atteggiamento di un solo gesto, i riflessi sui capelli non saranno mai in grado di giustificarsi a vicenda e tutte le espressioni che il viso assume durante la seduta vengono riportate una volta in un organo ed una volta in altri organi. Anche questo contribuisce al movimento.

Ho dipinto la Senna in tutta la mia vita, a tutte le ore del giorno, in tutti i periodi dell'anno, da Parigi fino al mare Claude Monet

"La Capucine" (un genere del fiore nasturzio): Questo sarebbe dovuto essere il nome del gruppo, associato al locale in cui avviene il debutto, in contrapposizione al Salon.

"La Patrie", una rivista d'arte, in contemporanea al debutto degli Impressionisti, pubblica quanto segue: "Al Boulevard des Capucines, si sta svolgendo la mostra degli Intransigenti, vale a dire dei Matti, della quale ho già parlato. Se volete andare e farvi quattro risate e avete tempo da perdere, non fatevela perdere!"

Nella rivista d'arte "Le Charivari", Louis Leroy racconta di aver visitato la prima mostra degli Impressionisti e di essersi fatto moltissime risate con il "Campo arato" di Pissarro che sembrava una tela graffiata, con la "Ragazza che danza" di Degas che era priva di ogni cognizione di disegno, con il "Boulevard des Capucines" di Monet dove i pedoni sembravano sbavature nere in basso alla tela, con l'Olimpia moderna di Cezanne piegata in due insieme ad una negra ed un pupazzo.

Lo stesso Louis Leroy , nella stessa occasione del frammento di cui sopra, afferma di aver scambiato "Impressione: sole nascente" di Monet per una carta da parati, dove è  stata appena iniziata la colorazione.

Il famosissimo imprenditore, Paul Durand Ruel, proprietario di una Galleria d'arte possedeva oltre 500 opere degli Impressionisti, tra le quali circa trecento di Monet, Sisley e Pissarro ....... non riusciva a svenderle ed era sull'orlo del fallimento.

La prima mostra degli Impressionisti francesi ebbe un clamoroso successo soltanto per il numero vertiginoso dei visitatori (per giunta paganti!). Dentro le sale espositive si sentivano grida di raccapriccio, risate, pandemonio ed altro .... e ......... anche qualcuno che reclamava il rimborso del biglietto di entrata.

Manet, pittore ormai ben affermato al Salon, si guardò bene dal partecipare alla prima degli Impressionisti!

Proprio nei momenti in cui nasceva il gruppo degli Impressionisti, Pissarro visse una grande tragedia: la perdita della figlia Minette (Janne) di appena nove anni per un'infezione polmonare.

L'unico a non aver avuto critiche alla prima mostra impressionistica fu Renoir. Come la prese? "Sono stato ignorato!"

Monet con la sua compagna, in piena notte fugge da una locanda perché non ha franchi per pagare il soggiorno.

Bibliografia:

  • "L'arte moderna", Giulio Carlo Argan, 1994.

  • "L'impressionismo", Bernard Denvir, Art Dossier n° 73.

  • "Impressionismo, Van Gogh e il Giappone", Gioia Mori, Art Dossier n° 149.

  • "Impressionismo: le origini", Maria Teresa Benedetti, Art Dossier n° 159