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Il Post-Impressionismo
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Impressionismo francese:
L’artista, quando dipinge una tela,
percepisce l’ambiente in cui è immerso, carico
di immediatezza e quindi di freschezza, libero
dagli schemi canonici .....
Neoimpressionismo:
I precursori di questo nuovo
linguaggio sono Seurat con il suo gruppo e
Signac che gli succederà alla sua
prematura morte ........
Le opere di Cezanne: Autoritratto,il
dolore, fossato con la montagna Sainte Victoire,
Louis Auguste Cezanne,
natura morta con vaso caffettiera e frutta, la favola dei
ladri e l'asino.....
Le opere di Van Gogh: Vari "Autoritratti", Mangiatori di patate,
Natura morta con bottiglie, Autoritratto
dell'estate 1887 con cappello di feltro,
Cascinali a Hoogeven, Case di
Anversa, Case a Parigi, Castagno in fiore, Bosco, Donna
al Cafè du Tambourin |
Il Post-Impressionismo
Dopo il
breve periodo della pittura impressionista, ad iniziare dallo
stesso Cézanne, nell'arte di tutta l’Europa si profilano
inedite tendenze in veloce maturazione e si compongono nuovi
gruppi di pittori, la cui eterogeneità riguarda anche i
Paesi di origine. Si incominciano ad evidenziare anche
personalità singole con stili originali e con forti
peculiarità.
Il Post-impressionismo non è un movimento vero e proprio e il
suo termine viene usato convenzionalmente per indicare le
svariate esperienze pittoriche, nate e sviluppatesi dopo l’Impressionismo.
Fu coniato dal critico d’arte Roger Fry in occasione di una
manifestazione pittorica svoltasi a Londra nel 1910, nella
quale vennero esposte opere di Gauguin,
Cezanne e
Van Gogh.
Tutte queste esperienze, prevalentemente figurative, hanno
come comune denominatore l’eredità, più o meno grande, del
precedente stile. Tuttavia il post-impressionismo non può
essere considerato un ben definito movimento, in quanto i
caratteri stilistici che accorpa, sono tra i più svariati.
Possiamo affermare che Il Post-Impressionismo è soltanto un
termine di definizione per l’individuazione di un ben
determinato periodo cronologico, che abbraccia gli ultimi
due decenni del 1800 ed i primi anni del 1900. Il fenomeno
“Impressionismo” ha portato una grande novità, che si
evidenzia nella rivendicazione di un ben definito linguaggio
pittorico, ponendo la pittura su un piano completamente
diverso dalla realizzazione di altre immagini.
I
post-impressionisti non sentono più il bisogno di riflettere
la reale consistenza della natura attraverso gradevoli
effetti luminosi del colore, ma cercano di rappresentare una
visione di essa in modo sempre più soggettivo. Occorre
ricordare che, in questo periodo, la nascita della tecnica
fotografica mette a disposizione un mezzo che riproduce la
realtà in tutti i suoi dettagli, registrando una visione
ottica talmente fedele e veloce che nessun artista potrà mai
raggiungere. Pertanto questa tecnica si insinua
prepotentemente nel mondo dell’arte, in quello specifico
campo per cui nacque la pittura, cioè la riproduzione della
realtà, e proprio nel periodo in cui la stessa pittura prova
ad avvicinarvisi con tutte le valenze dell’Impressionismo.
Risulta evidente che, nel raggiungimento della realtà, la
pittura non può competere con la fotografia, quindi si
ritrova a svolgere, in questo processo, un ruolo alquanto
marginale.. All’arte pittorica serve una peculiarità
che esuli dalla riproduzione realistica della natura, e per
questo, si muovono sia gli impressionisti con la nuova e
rivoluzionaria tecnica (accostamento di colori, movimento,
attimo fuggente, en-plein-air, dare vita alla natura), sia
gli artisti del post-impressionismo, cambiando totalmente le
funzioni della pittura, allontanandosi dalla riproduzione e
puntando sullo sviluppo della comunicazione, ormai da secoli
felicemente collaudato.
Con le nuove ricerche e lo sviluppo
sul modo di comunicare nel campo della pittura, alcuni
artisti arrivano alla conclusione, che il visibile
realistico possa essere rappresentato in un modo del tutto
inedito (Seurat con pointillisme),
altri che serva sempre meno (simbolisti
1,
simbolisti 2), altri addirittura che venga escluso
completamente, dando corpo dal 1910 ad una pittura con il solo scopo di inviare messaggi al fruitore
dell’opera (astrattismo in tutte le sue forme).
Frammento d'arte:
Boudelaire ha detto che la fotografia è il rifugio dei
pittori mancati ... però ....... Canaletto la usava
per le sue vedute e ..... Corot, Delacroix, Courbet insieme
ad altri Grandi ne facevano uso di nascosto.
Già negli anni Ottanta, nel movimento impressionista, che
pare abbia esaurito tutta la sua potente carica propositiva
e sia arrivato alle sue ultime manifestazioni, gli stessi
esponenti del gruppo sono in un crescente dissenso e,
intenti a sviluppare ognuno un proprio linguaggio
espressivo; nel frattempo sembra prendere forza la generale
propensione a distogliere l’arte figurativa dal rapporto con
la natura, per infonderle una caratteristica più
marcatamente intellettualistica.
Assistiamo, in una data ben precisa, ad
un sensibile cambiamento del clima artistico, sempre più
stimolato da nuove ricerche ed aperto a differenti ed
inedite soluzioni formali, talvolta combinate tra loro in
una specie di osmosi culturale, tanto da far diventare ardua
l’impresa a discernere tendenze e catalogare personalità
sensibili e ricche di curiosità. È nel 1886 che gli artisti
del movimento impressionista allestiscono la loro ultima
mostra collettiva (l’ottava), che Van Gogh si reca in
soggiorno a Parigi, che Seurat espone “Una domenica alla grande Jatte”,
l’opera che diverrà il manifesto della nuova tendenza
pittorica del pointillisme e, che Jean Moréas pubblica il
manifesto del Simbolismo. A tutto questo si aggiunge la
traumatica rottura della trentennale amicizia fra Cezanne ed
Emile Zola, a causa del romanzo (L’Ouvre di quest’ultimo),
che decreta la fine dell’impressionismo e di un pittore
ormai fallito per mancanza di estro artistico, nel quale lo
stesso Cezanne si immedesima con profonda amarezza.
Paul Cézanne, già nel 1887 definisce la sua pittura non
appartenente all’impressionismo, contestando soprattutto la
smisurata fugacità dell’attimo luminoso di cui
Monet va tanto orgoglioso. Lascia quindi la capitale francese e
ritorna ad Aix. È in questo rinnovato ambiente che Paul
prosegue e sviluppa le sue ricerche, con il fermo intento di
“solidificare l’Impressionismo” (andare
oltre ciò che viene rappresentato, cercare di interpretarne
il senso più intimo) attraverso la completa
ricostruzione della forma, esaminata nelle sue parti,
snellita e ripulita di qualsiasi accidente fenomenico,
proponendola in essenziali ed equilibrate composizioni, con
rigoroso rispetto dei volumi e della gradazione cromatica.
L’esplicito
obiettivo di Cézanne è quello di liberare i suoi paesaggi, e
di conseguenza tutti i loro contenuti, dalla transitorietà
dell’attimo impressionista (quel lasso di tempo transitorio
che crea emozioni diverse nei vari attimi della giornata),
per riconsegnargli plasticità ed una rinnovata classicità.
Questa sua dichiarata ricerca troverà molti consensi nelle
avanguardie del primo Novecento, mentre lo tiene isolato per
qualche anno dagli ambienti della pittura francese, dove già
si sta sperimentando, con audacia, una rivoluzionaria
pittura dai caratteristici incastri di volumetriche forme
cromatiche.
Cézanne, pur
rimanendo emarginato, riesce a sviluppare le sue ricerche e,
nel 1895, è pronto per una memorabile esposizione di 100
opere presso il rinomato mercante d’arte Vollard, suscitando
l’entusiasmo di molti pittori e dimostrando che il panorama
artistico si sta aprendo ai grandi cambiamenti. Tra queste
opere ricordiamo la celebre serie dei “Giocatori di carte”,
le “Bagnanti”, i paesaggi della
Montagna di
Sainte-Victoria,
dove le gamme cromatiche risultano misurate ed armoniose e
la forma viene espressa con un linguaggio semplice e
schietto, senza nulla togliere alla plasticità.
frammento d'arte: Cézanne ha posto le fondamenta per
la grande rivoluzione cubista
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