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Umberto Boccioni
Alla pagina della seconda serie di opere di Umberto Boccioni
La cronologia dell'opera risulta dal diario dell'artista, esattamente quella del 18 marzo 1908. In quella pagina il Boccioni riportava il seguente scritto: "Oggi proseguirò il ritratto della signora Massimino e spero con voglia. Chissà cosa varrà quel povero ritratto? È un passo, sono certo, ma quale stento! Che miseria di risorse che distanza fra quello che volevo fare e quel che ho fatto — Lo lascio per non guastarlo più — Non c'è di buono che la tenacia. Manca ogni abilità, ogni sentimento, ogni genialità ... La testa l'avrò raschiata forse trenta volte; il disegno lo avrò spostato a diecine — Un giorno che avevo già finito tutti i ferri della balaustrata che danno su l'ombra della piazza ... trovai errata tutta la prospettiva dei vetri ... Tentennai un giorno e una notte poi rischiai tutto e spostai tutto. ... Ora, quasi finito; anzi, non so più cosa farci e lascio andare con la quasi certezza che poco più potrei fare ... Di buono non c'è che una certa pasta di colore che mi sembra molto solida e promettente in certi punti. Ma tutto il bei colore del mondo mi ripugna dentro una forma meschina e poco espressiva. E questo è il difetto di tutto il quadro ...". Gli effetti cromatici sono di luce, movimento, plasticità ......... armonia ........ ed altro ancora ........ contrariamente a quanto scrisse il Boccioni nel suo diario. |
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