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Umberto Boccioni
Alla pagina della prima serie di opere di Umberto Boccioni
Lo stesso Boccioni scriveva: "Nel nostro primo manifesto tecnico della pittura dicevamo, in completa opposizione alle idee che allora correvano in Francia, essere necessario al pittore moderno 'un complementarismo congenito' come 'necessità assoluta della pittura'. Molti, naturalmente, credettero che noi ci attardassimo sul puntinismo ... Volevamo invece che al contrasto dinamico dei colori complementari, corrispondesse un contrasto dinamico delle forme. Volevamo un complementarismo della forma e del colore. Facevamo quindi una sintesi delle analisi del colore (divisionismo di Seurat, Signac e Cross) e della analisi delta forma (divisionismo di Picasso e di Braque) ... dicevamo infatti: 'I nostri corpi entrano nei divani su cui sediamo e i divani entrano in noi, così come il tram che passa entra nelle case, le quali a loro volta si scaraventano sul tram e con esso si amalgamano ... quindi se una calotta sferica (equivalente plastico di una testa) è attraversata dalla facciata di un palazzo, il semicerchio interrotto e il quadrato della facciata che lo interrompe formano insieme una figura nuova una nuova unità composta di ambiente più oggetto'. Innalzando a legge questo particolare tolto dalia realtà, ne risulta che ogni linea o volume non si completa che con una linea o un volume complementare. Cosi non v'è oggetto senza ambiente complementare". |
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