|
|
||||||||||||||||
Umberto Boccioni
Alla pagina della prima serie di opere di Umberto Boccioni
Il Boccioni scriveva: " ....non c'è nulla di immobile nella nostra moderna intuizione della vita" e poi "...... un cavallo in movimento non è un cavallo fermo che si muove, ma è un cavallo in movimento, cioè un'altra cosa che va concepita ed espressa come una cosa completamente diversa. Si tratta di concepire gli oggetti in movimento oltre che nel moto che portano in sé. Cioè si tratta di trovare una forma che sìa l'espressione di questo nuovo assoluto: la velocità, che un vero temperamento moderno non può trascurare. Si tratta di studiare gli aspetti che ha assunto la vita nella velocità e nella conseguente simultaneità". e poi sul dinamismo .... " ..... la concezione lirica delle forme interpretate nell'infinito manifestarsi della loro relatività tra moto assoluto e moto relativo, tra ambiente e oggetto, fino a formare l'apparizione di un tutto: ambiente più oggetto. È la creazione di una nuova forma che dia la relatività tra peso ed espansione, tra moto di rotazione e moto di rivoluzione, insomma è la vita stessa afferrata nella forma che la vita crea nel suo infinito succedersi": e nella ricerca di tale "infinito succedersi" l'oggetto si sdoppia, si moltiplica, non secondo un meccanico grafico del movimento, bensì nell'incessante proporsi in situazioni emozionali-spaziali, concreti "stati d'animo plastici" diversi. Anziché la traduzione grafica dell'inverarsi del moto nella retina dell'osservatore, abbiamo un martellante rapporto oggetto-spazio: di urti, incastri, tangibili presenze plastiche che ci traggono nel giro della loro coinvolgente spazialità. L'immagine del "moto universale" è raggiunta da Boccioni "attraverso la ricerca intuitiva della forma unica |
|
|||||||||||||||