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Umberto Boccioni
Alla pagina della prima serie di opere di Umberto Boccioni
In quest'opera risultano pressoché assenti le sintesi dei "moti" (assoluto e relativo) ed altre soluzioni di stampo futurista, con un cromatismo che, generando taglienti innesti e forti contrasti, conferisce alla calda figura una forte emotività, mettendola a confronto con i ritmi pulsanti e vivi del freddo sfondo paesaggistico. Da notare anche che non si è ancora spenta del tutto la componente espressionistica, e, che anche qui il Boccioni rimane fedele alla pittura di Cezanne, soprattutto nella la ricca conduzione coloristica della forma e nelle svariatissime sfaccettature dei piani. In una lettera, partita proprio da Pratella – datata 16 giugno 1916 – il Boccioni scriveva: "è terribile il peso di dovere elaborare in sé un secolo di pittura". Nonostante tutto, l'artista non abbandonò mai del tutto le idee del movimento futurista continuando fino all'ultimo periodo della sua vita a seguirne i vari sviluppi. In basso, sulla destra, il quadro reca la scritta: 'Boccioni 1916". |
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