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Umberto Boccioni
Alla pagina della seconda serie di opere di Umberto Boccioni
Ecco cosa scriveva l'artista a proposito di quanto detto: "Oltre che un'innegabile prova dell'elaborazione della tematica cubista (si veda anche n. 133), è probabilmente da scorgere qui una dimensione più risolutamente futurista nel senso indicato dal Manifesto del 1910; cioè, una ricerca di compenetrazione fra spazio e volume, fra volume e volume: "Per dipingere una figura non bisogna farla: bisogna farne l'atmosfera. Lo spazio non esiste più ... Le sedici persone che avete intorno a voi in un tram che corre sono una, dieci, quattro, tre: stanno ferme e si muovono: vanno e vengono, rimbalzano sulla strada, divorate da una zona di sole, indi tornano a sedersi, simboli persistenti della vibrazione universale. E, talvolta, sulla guancia della persona con cui parliamo nella via noi vediamo il cavallo che passa lontano. I nostri corpi entrano nei divani su cui ci sediamo e i divani entrano in noi, così come il tram che passa entra nelle case, le quali alla loro volta si scaraventano sul tram e con esso si amalgamano". |
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