Mentre la
fattura larga e facile ci piace, il colore continuamente
bello e lucido ci stanca; in natura i colori belli di
per sé stessi non vi sono, ma paiono tali per il giusto
contrapposto con gli altri, il fare i colori più belli
della natura è far falso e convenzionale insieme.
Auguriamo al giovane artista rammenda di questi difetti
e speriamo molto da lui. T.
signorini,
"Gazzettino delle arti del disegno", 9 febbraio 1867
Vi è un lampo di vita fuggevole da
acchiapparsi a volo ed egli l'esprime con un frego, in uno
svolazzo, in un fiocco; lo suggerisce con un tocco rozzo o
livido sulle labbra, con un cerchio paonazzo intorno a due occhi
febbrili, lo fa tremare in un ricciolo di capelli ribelli sur
una nuca di donna. E lo fa bene.
Grande? Chi dice che sia grande? Io
no di certo. Io dico che è vivo e che esprime spiritosamente ciò
che gli cade sott'occhio in quella spregevole società in cui
vive, e che tutti i Sargent, tutti i La Gandara e tutti gli
Helleu di questo mondo, non sono che miserabili pappagalli a
petto a questo italiano...
P. s. -
Dei nostri allocchi fabbricatori di ritratti non
parlo. A.
soffici, "La Voce", marzo 1909
...
il vecchio Jacopo Robusti non ha dipinto neri più belli [di
quelli di Boldini] ; Goya non ha còlto in modo più suggestivo
l'enigma di un bei viso. A. Alexandre,
"Le Figaro", 14 aprile 1909
...
Si direbbe quasi che l'artista trovi la nota desiderata senza
nemmeno cercarla, ed è questa la prova migliore della
straordinaria grazia della sua tecnica.
M. boucheny de grandval,
in Benézit, Dictionnaire ... des peintres ....
1911
...
si finiva col perdonargli le sue malvagie stravaganze soltanto
in considerazione del suo enorme talento artistico.
sem
(Georges Gourcaut), "Le Figaro", 24 inaggio 1931
...
Giovanni Boldini incarna il genio vibrante e facile, la maestria
posta sempre meglio al servizio del piacere dei sensi, l'artista
della decadenza estrema dotato di parecchi fra gli espedienti
che vennero ignorati dai maestri italiani delle grandi epoche.
J.-E. blanche,
Portraiis féminins de Boldini, "L'Illustration", 5
dicembre 1931
... Tutto è vivace,
frugale; un andirivieni di colori e d'ombre;'niente è fermo e
tutto è definitivo; niente è chiuso e tutto è durevole; procede
nello spazio e nel tempo. L'apparente lievità, l'ostentata foga,
la diabolica improvvisazione di questa pittura nascondono la
sicurezza del tocco, la precisione dell'immagine.
Si pensa alla facilità tumultuosa e
spontanea degli Hogarth, dei Frans Hais, dei Goya. ... La
rassegna più entusiasmante è certo quella delle donne ... Le
donne di queste pitture sono amate e odiate; accarezzate e
aggredite ... R.
calzini, Vendita all'asta dello studio di Giovanni
Boldini, Milano 1933
II posto che gli tocca e che deve occupare, glielo si è negato
con parecchio accanimento; e il suo 'quarto d'ora di sfortuna'
doveva durare più di trent'anni. ...
Ora, Boldini è stato di moda, e i
colleghi sfortunati non dovevano perdonarglielo molto in
fretta. S. guitry,
1935 e.
La vita è moto; pur non avendo forse mai sentito la
parola 'dinamica', Boldini è stato il pittore dinamico per
eccellenza. Dinamico non soltanto perché è stato ossessionato
dalla realizzazione di ciò che vive e vuoi divenire, ma anche
perché, fino all'ultimo respiro, ha voluto superare se stesso.
Boldini fu il pittore del gesto, diremmo del respiro del gesto,
di quel fremito che aleggia attorno ad una mano quando si appena
posata e non si è ancora appesantita nella dimenticanza di se
stessa. Nei suoi quadri, il gesto non è posa, è moto, cioè
transizione, sì che, pur esprimendo quello che è, esso contiene
ancora quello che è stato e già esprime ciò che vuoi divenire.
Nessuno ha saputo far star sedute le persone come Boldini.
Quando i personaggi dei suoi quadri non hanno una posa di
abbandono ed un felice rilassamento dei muscoli, essi vibrano in
modo tale che potete immaginare dall'atteggiamento se una
persona è appena arrivata, se sta per partire, se conversa senza
pensieri, se, pur avendo l'aria di seguire una conversazione,
non cerca invece di sedurre altri occhi invisibili che la
guardano. Boldini si serve delle forme per realizzare la loro
espressione, unico fine che veramente lo interessi.
cardona, Lo studio
di Giovanni Boldini, 1937
...
Non è lo scenario di Toulouse-Lautrec, s'intende: costui,
aristocratico d'antica schiatta, cerca i suoi modelli nelle tare
pittoresche del proletariato del piacere; Boldini, nato dal
popolo, li cerca nell'aristocrazia del piacere. Verranno, poi,
Rops e Forain con le loro spietate censure. ...
L'intollerato in quella pittura è
l'abbigliamento, perché non ci siamo ancora assuefatti a
distanziarlo nel tempo; ma questo non deve farci cadere in
giudizio sbrigativo su un artista di formidabile Valore,
P. M. bardi, II
pittare Boldini, 'Civiltà", luglio 1942
Macchiaiolo autentico, e dei maggiori ... Di lui è molto più
conosciuta la produzione parigina, elegante, lusinghevole e
mondana: ritratti ... condotti con un'esecuzione spedita,
sciolta, di tocco e di bravura, che rivela abbondanza di doni
nativi, ma troppo spesso devia verso una facilità di cattiva
lega ... [Invece] le sue pitture macchiaiole, e quelle dei primi
anni di Parigi, hanno una sostanziosità della più genuina
bellezza. Naturalmente, il suo spirito estroso, la sua
briosissima frivolità ed eleganza si manifestano anche in quel
periodo in mille modi; ma si concretano sempre in valori di
pittura, e non si sperdono in divagazioni illustrative.
A. M. Brizio, Ottocento - Novecento, 1944
...
La reazione della sua grande vitalità lo traeva a produrre
genialmente. Aveva in sé, nel suo carattere irascibile, quel
tanto di malumore maschio e quel resto di collera virile che
occorrevano per poter affrontare la difficile impresa di
dipingere delle belle o brutte donne francesi, con un impeto
energico contrario alla loro faiblesse, che le
costringeva a denudarsi anche psicologicamente. Riportata nel
campo del ritratto virile, questa energia ferrarese, propria
della progenie dei Cosmè Tura ... E Somarè,
La pittura italiana dell'Ottocento, 1944
...
Gol passare degli anni le sue tele divennero più grandi e la sua
arte decadde, fino a raggiungere la volgarità che diede vita
alle scuole di Van Dongen e di Jean-Gabriel Domergue.
...
Ma per quanto superficiale e pieno di lenocini divenisse il suo
lavoro, Boldini fu sempre capace di trasmettere nello spettatore
la gioia ispirata in lui dalle assurdità che ritraeva. Anche il
più insopportabile dei suoi ritratti rivela un immenso
divertimento ...
C beaton, The
Glass of Fashion (ed. ital., 1955)
...
Come artista era ultra chic, in maniera sua particolare,
specie quando faceva il ritratto a lungiformi signore dell'alta
società internazionale, che, nelle sue tele, appaiono dipinte
come sotto a un vetro traslucente. Esperto di quel mondo e della
letteratura francese che lo ha illustrato, interpretava
ottimamente la massima eleganza muliebre di un'epoca in cui essa
era fin troppo rivestita dagli artifizi dei sarti e delle
modiste, e figurativamente legata a pose ambigue, tra il salotto
e il teatro. Ma quei ritratti hanno un forte potere d'incanto:
rivelano impulsive, sicure doti di pittore, e anche un certo
pepe satirico ... B.
berenson, Giorni
d'autunno in Romagna [in Pellegrinaggi d'arte}, 1958
Troppo frettoloso per essere un Manet, troppo poco crudele per
essere un Degas, troppo pittore per piombare nel conformismo di
un La Gandara o nelle artificiosità di un Lazio, dei primi due
Boldini possedeva però l'acume dei toni, la sottigliezza degli
impasti, l'ardimento compositivo, il tratto penetrante, così
acido che qualche volta si accosta a Lautrec. P.
cabanne, °Arts", 13
marzo 1963
...
Impossibile negare le qualità di Boldini ... : lo sommersero
fino a trasformarsi in un male. La sua abilità diabolica sta
all'origine dell'oblio in cui è finita un'opera che ha più del
gioco di prestigio e della produzione in serie, che non
dell'arte.
G. besson, "Lettres
trancalses", 14 marzo 1963
... non è
più possibile relegare Boldini sotto i proiettori della frivola
ribalta dove lui stesso si lasciava ridurre, giacché le
realistiche impressioni della strada, la serie delle vedute
veneziane, i bozzetti, le nature morte, ... gli schizzi più
ancora dei disegni finiti, tutto indica in Boldini il paesista
al pari del pittore di figure, l'animatore sincero, il colorista
al pari del disegnatore nato. G Dornand
«Libération», 14 marzo 1963
... Qui
sta l'ironia, probabilmente inconsapevole, dell'impresa
accademica. Ecco che coloro i quali, sino a ieri, non avrebbero
nemmeno degnato di uno sguardo Boldini, perché fuori degli ormai
stucchevolissimi quanto falsi schemi con cui s'immagina di
conoscere 1' 'arte moderna', ora lo 'scoprono', tanto
tardivamente. È la punizione per non cercare nell'arte
figurativa la qualità, l'espressione personale, qualunque sia e
in qualunque situazione circostanziale o di 'poetica' si
presenti. ... Però: vedo già chi s'aggrappa a una formula nota,
per classificare Boldini senza rischi di revisione, inserendolo
nel liberty col quale, manco a dirlo, non ha niente a che
vedere. ... Se l'arte, dunque, dovesse consistere nella ricerca
rappresentativa, mettiamo del movimento, a Boldini avrebbe
dovuto essere data, per rigore di conseguenza, la tessera
retrodatata di futurista: sta poi a vedere se l'avrebbe
accettata, come non vorrebbe oggi esser considerato un
'gestuale' avanti lettera, separando la coscienza lucida del suo
io da ogni automatismo nervoso-muscolare. Per Boldini non si
trattava di una 'ricerca' psicologico-formale, ne
dell'applicazione di un canone teorico, guai a pensarlo: era la
fonte più spontanea della sua personalità artistica che si
esprimeva in questi lanci, grovigli, picchiate, tratteggi
sismici, tensioni ed esplosioni, con una forza di vitalità
istantanea che da una sensualità ottica e fisica adunca,
intensamente aggressiva trapassa, spesso, in un'ardente felicità
animale. L'uomo di moda, il goditore elegante e insaziato, il
successore e rivale di Stevens e di Sargent trasforma in queste
cose la sua immagine, e viene un po' alla mente la bestia
preumana di Poe che gira per Parigi! ... Boldini ha una
preistoria e una protostoria, sin verso il 1890, talentosa, ma
che bisogna contenere, dalla partecipazione del gusto
macchiaiolo alle rivalità coi più famosi pittori di genere e di
società. Da questi quadri, il 'vero' Boldini è quasi
imprevedibile. Si assegna ad Anders Zorn un incentivo di
liberazione, che forse fu in parte vero, nel senso che il
nordico culto dell'aperta sessualità, e soprattutto il segno
manetiano delle acquaforti di Zorn, poterono operare come
fermento positivo. Ma l'espansione piena dello stile di Boldini,
agli inizi di questo secolo, si verificò per l'emersione di
contenuti rimasti, come spesso accade agli artisti, a lungo
inerti o improduttivi. Un legame abbastanza continuo, che però è
ancora da ritracciare con precisione, è dato dalle attenzioni,
certo per assai tempo discontinue e persino un po' eclettiche,
per gl'impressionisti' che lavoravano intorno a lui; ma le
preferenze si precisano alla fine per Manet, aprendo il gusto
per Velàzquez e per Goya. Parallelamente insorgono le
impressioni di Frans Hais, riaffiorano anche da più lontano, dal
viaggio a Londra del 1870, i grandi ritrattisti inglesi,
Reynoids, Lawrence, Raeburn, Etty, soprattutto Gainsborough ; ma
senza escludere spinte da Turner. A ben guardare, la
straordinaria umanità di Boldini, che non ha spesso più nulla di
realistico, ma è un mondo di donne-fiori, donne-piume,
donne-ventagli, donne-antilopi, di ambienti come correnti
subacquee, di vedute vertiginose di moti e di venti, ha il suo
precedente in quell'altra società appartata, augusta, splendida,
impossibile che fa coro nella pittura inglese del Settecento.
Salvo l'inizio, già nella pittura di gusto 'Goupil', ma poi
nella sua arte più continua, Boldini – e anticiperà anche in
questo – è uno dei più internazionali tra i pittori, come
cultura e come linguaggio incondizionato; e forse per ciò la
mostra parigino-ferrarese [del 1963] lo presenta, e serenamente
lo battezza, come "il più italiano dei pittori di Parigi".
C, L. ragghianti, "L'Espresso", 11 agosto 1963
...
il Boldini esprime ogni tanto, e soprattutto in qualche
straordinario paesaggio, delle intuizioni del tutto personali.
I. cremona, Il
tempo dell'Art Nouveau, 1964
...
il suo mondo degli ultimi anni potrebbe fornire al ricercatore
scoperte anche esaltanti di dinamismo, di energia della
pennellata, di definizione per linee di forza di volumi di
incastri compositivi e di un gusto cromatico nelle variazioni su
un colore unico di sconcertante attualità. Mi meraviglierei
infine se, soprattutto in vita, attraverso i suoi quadri che
raccontavano come egli avesse conosciuto, anche biblicamente,
battaglioni interi di stupende, giovani ed elegantissime
creature, Boldini non suscitasse negli uomini una reazione di
fastidio, di inconsapevole gelosia. Poche cose disturbano il
maschio; nel mondo latino, quanto l'assistere ai successi
amorosi di un altro, specialmente quando costui è celebre; ricco
e fortunato. È una considerazione del tutto cronistica, non
estetica, ma chissà, potrebbe avere un suo piccolo peso.
D. buzzati il guaio di
essere piacevoli "Corriere della sera” 26/11/1967