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Giovanni Boldini: Ritratto di Giuseppe Verdi
Dalla tradizione ci perviene la notizia che il Verdi – per il secondo ritratto – entrò nell'atelier dell'artista con una grande carica di nervosismo, ma quando, a distanza di due ore, vide il dipinto in stato di avanzata realizzazione, il suo umore migliorò al tal punto che accettò con gioia anche l'invito di rimanere a colazione dal pittore, soprattutto nella speranza di far ulteriormente perfezionare la composizione, dandogli modo di cogliere altre sue particolari caratteristiche. In cinque ore il capolavoro fu portato a termine. Questa redazione, eccetto quella di cui il Boldini ne fosse molto affezionato, non è a conoscenza del perché l'opera non pervenne al Verdi ma sostò nell'atelier per molti anni, superando il 1901 – anno di morte del grande musicista – per poi essere donata (1918) alla Galleria d'Arte Moderna di Roma. Anche il principe di Galles fu talmente impressionato dal ritratto che insistette più volte per acquistarlo. Al Verdi pervenne invece il primo ritratto, donatogli dall'artista nel 1893. Lo stesso Boldini lo presentò a numerosissime rassegne, iniziando dall'importante manifestazione annuale dell'Esposizione universale di Parigi (1889), quindi fu presentato alla prima Biennale di Venezia e, nel 1917 alla sua "personale" allestita a New York.
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