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Giovanni Segantini: Contrasto di Luce
All'apparenza sembra ricollegarsi ad opere realizzate precedentemente; mentre la struttura compositiva e gli effetti di contrasto e controluce richiamano il tema della "Tosatura delle pecore" (117 x 217, Tokyo, Mitsui), la tessitura stopposa del terreno e le piccolissime figure che si perdono nello sfondo, riportano ad elementi più volte ripetuti in tele immediatamente antecedenti. Ma tutto questo fa parte solamente dell'accessorio: la cosa principale è il raggiungimento ormai risolutivo, di una logica strutturale riguardante soprattutto la figurazione, unico vero supporto formale alla questione luministica e coloristica. Questo, più o meno, scrisse Grubicy in un bellissimo articolo dedicato alla composizione in esame, ed il Segantini lo ringraziava nella lettera del 30/12/1887: "Caro Vittore, ti ringrazio dell'articolo che dedicasti a me; mi recò il più vivo contento, trovandovi l'analisi scientifica di ciò che cerco e di ciò che ho già fatto in quest'ultimo tempo: ne sono un saggio le due pecore. Se l'arte moderna avrà un carattere, sarà quello della luce nel colore". L'opera fu esposta nel 1888 a Londra; nel 1899 a Gand nel Salon Triennal; nel 1926 a Venezia; nel 1956 a San Gallo con il n° 65; nel 1962 a Bruxelles-Otterlo nel Le groupe des XX et son temps.
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