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Giovanni Segantini: Cavallo al galoppo
La cronologia porta all'indiscutibile al 1888 per l'esplicita contemporaneità con il disegno – datato dall'artista – "Cavalli al galoppo" realizzato immediatamente a ridosso. Il sintetismo formale diventa quasi un'eccezione nella congenita staticità dei soggetti della pittura segantiniana: un sintetismo che esprime una condizione di dinamismo, dove lo stesso moto del cavallo viene amplificato anche dall'uniformità del cromatismo dello sfondo – prato e cielo – e un po' meno dell'erba in primo piano. Il Servaes, a proposito del dipinto in esame, rivelando l'assoluta istantaneità della figurazione, scriveva: "un attimo fissato da una fotografia al magnesio". L'opera appartenne alla Galleria A. Grubicy a Milano (1902), poi, sempre a Milano, ad E. Vaghi. Fu esposta nel 1899 a Milano con il n° 26; nel 1913 a Saint-Moritz con il n° 23; nel 1922 a Milano; nel 1926 a Venezia con il n° 1573; nel 1958 ad Arco.
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