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Giovanni Segantini: Pascoli alpini
Infatti nella lettera indirizzata a Domenico Tumiati (dal Maloja il 29.5.1898), l'artista lo cita tra le tele realizzate nel periodo di Savognino. Nonostante questo, Primo Levi, nel 1899, lo registra agli inizi del periodo "dal 1891 alla morte" col titolo "Accordi" e relativa dicitura "quadro grande con pastore seduto". Il Servaes, nel 1902, l'inserisce nel catalogo con il n° 109. L'opera si presenta in formato di grandi dimensioni (169 x 278 cm.), dove anche grande è la monumentalità dell'impianto compositivo che amplifica il significato simbolico della stessa natura montana – aspra e fredda – la quale offre con grande fatica il minimo per sopravvivere, in giornate talvolta insopportabili dal freddo o da un sole estenuante. Anche la materia pittorica si fa più sottile, tanto da conferire una maggiore magrezza allo sconnesso e poco fertile terreno, ed alla solitaria uniformità paesaggistica del fondo. L'opera appartenne a di M. Mautner von Morkhof a Vienna (19021) Fu esposta nel 1894 Milano con il n° 69; nel 1926 a Venezia; nel 1926 San Gallo con il n. 92.
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