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Giovanni Segantini: La sorgente
Se ne contano (invece che "ne ho contati", cancellato con una riga) qua e là più o meno forti molti di questi colpi. Il motivo di questo abbandono in balia dei bimbi fu certo per Segantini la non soddisfacente impostazione della composizione. Il modo magistralmente rapido in cui è impostata la figura, la vita di quella pianta e quello sfondo sono degni del Maestro e meritano esser messi in salvataggio - Vittore Grubicy de Dragon". Questa scrittura fu autenticata in data 20.04.1936 da Gottardo Segantini, che descrisse dettagliatamente l'opera precisandone la cronologia (1894) e l'intento del padre, definendola uno "studio preludio" alle opere "Dea d'amore" e "L'amore alla fonte della vita". Da quanto si sa sulla storia fisicamente burrascosa di questo importantissimo studio è, che oltre a essere servito da bersaglio per i giochi dei bambini, fu applicato con collanti ad un cartone più grande ed ampliato ai lati (2,5 e 4 cm.) con ulteriore apporto di cartone con successiva definizione pittorica. Appartenne a I. Pacchioni a Milano, e fu esposto nel 1970 nella stessa città con il n° 9.
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