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Giovanni Segantini: La vanità
L'opera è citata dal Segantini nella lettera inviata a Domenico Tumiati (al Maloja, 29.5. 1898); Primo Levi la elencò nel 1899; Il Servaes la catalogò con il nel 1902 col n. 117. L'artista la considerava come il suo più grande capolavoro, come si rileva da una sua missiva del 15.7.1897 inviata allo stesso Tumiati: "la mia (...................) maggiore sino a oggi".
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