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Georges-Pierre Seurat: La grande Jatte
Fénéon dimostrava i principi del nuovo modo di dipingere servendosi proprio de "La Grande Jatte". Ma ci si accorse subito che l'opera conteneva molto di più: il vivo concentrato di un momento di vita vissuta, frutto di una accorta e capillare osservazione della nuova realtà borghese ed industriale, filtrata da ogni fattore di provvisorietà ed atta a mantenerne valida la rappresentazione in ogni epoca. Per alcuni studiosi questa composizione tocca il culmine della sapienza compositiva: in riva al fiume in un pomeriggio domenicale, sotto l'ombra di numerosi alberi, una folla tranquilla e calma, intenta allo svago, alla pesca, ai giochi ed alle spensierate passeggiate, sembra che improvvisamente rimanga pietrificata; tutto si ferma e tutto tace mentre i personaggi vengono sottratti dal loro mondo reale con repentina e sorprendente velocità, diventando interpreti – distaccati gli uni dagli altri – in un mondo astratto e senza tempo. L'unica correlazione tra le figure, rimane quella legata alla eccellente struttura compositiva. Le gamme cromatiche, con le loro gradevoli e ricche variazioni, conferiscono all'intera composizione un'armonia che ha qualcosa di prodigioso. La protagonista principale è la luminosità, dove gli effetti cromatici di capillari accostamenti – ma anche di piccole macchie affiancate con la tecnica impressionistica – modulano direttamente nell'occhio la ricomposizione del colore, raggiungendo risultati di elevata qualità; le zone d'erba, sia quelle in ombra che esposte alla luce, sono state realizzate a piccole pennellate incrociate, mentre alcune immagini e l'acqua della Senna, a piccole e sottili linee parallele; ma la maggior parte della tela è stata realizzata tramite piccoli punti, non applicati direttamente sul "non dipinto" ma aggiunti in una stesura già ricca di variazioni cromatiche. |
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