A Parigi, dove si stabilisce per intraprendere gli studi
artistici, il pittore frequenta giornalmente le avanguardie
intellettuali del periodo, trovando anche il tempo per
riprodurre, con semplici schizzi ma di grande efficacia, i
cabaret, i frequentati locali di Montmartre, i teatri, i
circhi e le case di appuntamento.
Toulouse-Lautrec riporta su supporti pittorici, con grande
originalità e scioltezza, le impressioni ricevute dai
seguenti soggetti: La Goulue (Louise Weber) che
arriva al Moulin Rouge, Jane Avril che arriva al Moulin
Rouge, e Au salon de la rue des Moulins. L'artista
realizza un grandissimo numero di capolavori impiegando
diverse tecniche: a olio, acqueforti, disegni, litografie e
manifesti illustrati, prodotti per stampa e anche disegni
umoristici per diversi giornali. Il suo linguaggio
espressivo, pur essendo molto personale, risente degli
andamenti altalenanti della pittura francese del suo periodo
e dell’arte giapponese, per via delle quali stravolge il
suo metodo di composizione delle masse, del colore e della
linea. Le sue prime opere sono scene all’aria aperta con
cavalli in atteggiamenti di scatto, poi quelle dei cabaret,
del circo e delle case chiuse. Il drastico mutamento
tematico implica l’adozione di nuove tecniche raffigurative.
Quella della litografia è ideale per rappresentare il gesto
e l'attimo, irripetibili e senza la possibilità di
ripensamenti. Toulouse-Lautrec abbandona completamente la
tecnica impressionista per navigare controcorrente, con un
deciso affrancamento dall’arte ufficiale: le stampe
giapponesi lo indirizzano in altre direzioni, non solo nella
tecnica ma anche nella campitura che diventa molto ampia e
di colore piatto. Il cabaret, con tutte le sue connessioni
al mondo della Belle Epoque, entra prepotentemente e pieno
di vitalità nelle sue opere: il repentino volteggiare e
roteare delle gonne nell’impetuoso balletto del “can - can”
della ballerina in un precario equilibrio tra spettacolarità
e prostituzione, il corpo della stessa che assume armoniose
pieghe ed inarcamenti, i salotti delle case di appuntamento
con clienti in attesa, testimoniano il bisogno esistenziale
di un artista, per il quale la rappresentazione figurativa è
un fatto di primaria importanza, spontaneo e naturale, uno
stile di vita. Toulouse-Lautrec percepisce il valore delle
grandi potenzialità pubblicitarie e crea un nuovo genere
artistico di rappresentazione, grazie alle proprie
immancabili capacità. L’artista arriva alla convinzione che
l’immagine-manifesto riuscirà a catturare fortemente
l’interesse dell’osservatore.
Nel 1881, nella realizzazione del manifesto del Moulin Rouge
- la Goulue, Toulouse-Lautrec tocca il culmine della sua
popolarità, diventando il più famoso ed apprezzato autore di
tutta la Francia. Nel 1893 realizza il suo manifesto più
bello, celebre ed apprezzato, “Divan Japonais ”, nel
quale è raffigurata la cantante Jane Avril, in toni neri,
che si staglia sullo sfondo catturando con forza
l’attenzione del fruitore dell’opera. Le numerose figure
femminili studiate agli inizi per i primi manifesti, vengono
poi rimpiazzate da altre immagini a carattere più
naturalistico, ma sempre caratterizzate dal suo tipico
linguaggio espressivo. Con alcuni tratti ben decisi, il
pittore riesce a delineare una figura nella forma, nel
carattere e nel contesto. Egli penetra con disinvoltura nel
profondo intimo del soggetto traendone i caratteri
psicologici più importanti.