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Il Futurismo
Futurismo: Il movimento futurista si propone
principalmente, con le
sue opere, di intervenire e quindi di
modificare qualsiasi aspetto della vita ambientale e
sociale, molto spesso sollecitandola con la forza del
linguaggio a tutto campo, in alcuni casi anche violenta. Più
che uno stile, il futurismo è un indirizzo, una
sollecitazione a determinare forti situazioni emotive da
sempre inesplorate, a provocare atti comportamentali
eccentrici. Inoltre tenta di liberarsi
da tutte le convenzioni del passato e quindi di trasgredirle
per affermare la sua assoluta libertà espressiva.
Tale
movimento interessa forme artistiche come la pittura, la
scultura, la scenografia, l'architettura e la musica; entra
anche prepotentemente nella società, dal modo di cucinare e
vestire alla vita politica ed è fondato da
Tommaso Marinetti con l'uscita del primo
manifesto
pubblicato su Le Figaro nel febbraio del 1909. A lui si
aggregano Carlo Carrà,
Umberto Boccioni, Giacomo Balla,
Luigi Russolo, Gino Severini. Il periodo futurista italiano,
che non disdegna l'astrattismo,
coincide esattamente con il periodo del cubismo. Questo
movimento è uno dei più importanti impulsi a quella che può
definirsi la grande rivoluzione dell’arte moderna.
Le personalità
dell'avanguardia hanno atteggiamenti
sprezzanti ed aristocratici verso il mondo
reale comune ed i valori del classicismo.
Sono continuamente alla ricerca
dell'originalità a tutti i costi,
dell'irrazionale sentito come bisogno di
vivere momenti di fugaci soddisfazioni,
della trasfigurazione amplificata della
tecnologia nella società dei grandi
capitali. Questi sono i motivi che
coincidono facilmente con il gusto del
pubblico mai sazio di cose nuove, e tutto
questo spiega perché i futuristi negano
nettamente i valori tradizionali
Il movimento futurista
nasce e s'afferma con un'impostazione
culturale, editoriale ed anche politica, con
un'ideologia che diventa comunemente uno
stile di vita. Viene organizzato in una
scuola ben rappresentativa, con il suo capo
storico F. Tommaso Marinetti, e la sua
origine viene accompagnata dalla
pubblicazione del manifesto. Tale movimento
si sviluppa e si diffonde in tutta la nostra
penisola, con il sostegno di alcune
importanti riviste, come ad esempio Lacerba,
sulla quale ampi spazi sono desinati ai
dibattiti del gruppo futurista. Anche l'aver
appoggiato l'ideologia dei movimenti
nazionalistici e fascisti ha contribuito
molto ad accelerarne il processo di
diffusione.
Le tematiche fondamentali
del Futurismo, che Filippo Tommaso Marinetti
espone nel Manifesto, sono il culto per
tutto ciò che è pericoloso, l'abitudine
all'energia, il culto per l'audacia, il
coraggio e la velocità, l'avversione al
passato, l'elogio al movimento aggressivo e
la guerra.
Nella lingua del movimento
futurista è da notare la completa abolizione
del culto tradizionale nelle poetiche oltre
che nel linguaggio, il rifiuto di rispettare
la sintassi, le parti che qualificano i
discorsi, (aggettivi e avverbi sostituiti
con altre parole sparse in libertà e non
legate tra loro), l'uso del dialetto e di
suoni onomatopeici per evitare la
descrizione completa, facendo entrare
immediatamente il fruitore dell'opera a
diretto contatto interiore con l'uomo,
l'animale o la cosa meccanica.
Le esperienze, fatte
soprattutto di inquietudini, vengono
sistematicamente analizzate a Parigi dagli
intellettuali sostenitori del Futurismo, tra
i quali Marinetti costituisce la figura più
sconvolgente del gruppo. La forte vitalità
spesso esasperata di questo movimento è,
nella sua generalità, comune a tutti i
gruppi dell'intera Europa, salvo gli
intellettuali russi. Caratteristiche
principali sono l'odio verso il
Romanticismo, l'Illuminismo ed il culto
esagerato dell'individualismo, che allo
stesso tempo diventa antidemocratico e
populista.
Questo movimento crea un
effetto dirompente nei linguaggi artistici,
ma non è capace o non vuole programmare una
conveniente poetica rivoluzionaria, né una
ideologia avversa al regime fascista: in
Italia Marinetti ne diventa il principale
sostenitore.
Bibliografia:
-
"Il
Futurismo", Maurizio Calvesi,
Fabbri, Milano, 1970.
-
"Il
Futurismo : la fusione della
vita nell'arte", Maurizio
Calvesi, Nuova ed., Fabbri,
Milano, 1975.
-
"Il mito
della macchina ed altri temi
del Futurismo", Enrico
Crispolti, Celebes, Trapani
1969.
-
"Theory
and Design in the First
Machine Age", Reyner Banham,
New York 1960, tradotto in
italiano "Architettura della
prima età della macchina",
Bologna, 1970.
-
"Architettura Futurista",
Virgilio Marchi, Einaudi,
Torino 1976.
-
"Il teatro
futurista italiano" Lia
Lapini, Mursia, Milano,
1977.
-
"Futurismo
& Futurismi", P. Hulten,
Bompiani, Milano, 1986.
-
"Il
Futurismo e la moda. Balla e
gli altri" di E. Crispolti,
Marsilio Editori, Venezia,
1986.
-
Zig Zag
"Il romanzo futurista"
Alessandro Masi (1995),
nuova edizione, il
Saggiatore, Milano, 2009.
-
"Il
dizionario del Futurismo",
E. Godoli, 2 tomi,
Vallecchi-MART, Firenze,
2001.
-
"Futurismo
1909-1944", E. Crispolti,
Mazzotta, Milano, 2001.
-
"Filippo
Tommaso Marinetti.
Bibliografia", Cammarota,
Domenico, Skira («Documento
del MART» 5), Milano, 2002.
-
"Futurismo. Velocità e
dinamismo espressivo", G.
Lista, KeyBook/Rusconi libri
srl, Santarcangelo di
Romagna, 2002.
-
"I poeti
futuristi" (in appendice, i
manifesti futuristi), M.
Albertazzi, con i saggi di
G. Wallace e M. Pieri, La
Finestra editrice, Trento,
2004.
-
"Storia
del teatro futurista",
Giovanni Antonucci. Edizioni
Studium, Roma, 2005.
-
"Futurismo.
Bibliografia di 500
scrittori italiani", Id.,
Skira («Documenti del MART»
10), Milano, 2006.
-
"Il
Futurismo tra cultura e
politica. Reazione o
rivoluzione?", Angelo
D'Orsi, Editore Salerno,
Roma, 2009.
-
"Futurismo
& Sport Design", M. Mancin,
Antiga Edizioni,
Montebelluna-Cornuda, 2006.
-
"Breve
storia del Futurismo",
Giacomo Properzj, Mursia,
2009.
-
"Divenire
3 Futurismo", AA.VV. a c. di
R. Campa e Associazione
Italiana Transumanisti,
Sestante Edizioni, Bergamo,
2009.
-
"Futurista
senza futuro. Marinetti
ultimo mitografo", Leonardo
Tondelli, Le Lettere,
Firenze, 2009.
-
"Ala d'AeroDonna
- Futuriste nel Golfo 1932
-1933", Gabriella Chioma,
Edizioni del Tridente,
Treviso, 2009.
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