|
|
L'arte bizantina in Italia
Il
nucleo centrale dell’arte bizantina nella nostra
penisola rimane l’esarcato ravennate, fino al 751 sotto
greci e dal 756 governato dalle autorità papali.
Le due basiliche di Ravenna vengono restaurate secondo la
configurazione romana, mentre le grandi ed importanti
costruzioni a pianta centrale sono ispirate al modello del
Pantheon a Roma.
|
Il battistero degli Ortodossi (o Neoniano perché innalzato
dal Vescovo Neone, nel 450), quello degli Ariani (costruito
dal re goto Teodorico nel 526) e la
basilica di San Vitale
(costruita nel 525 da Giuliano Argentario su commissione del
vescovo Ecclesio e consacrata dall’arcivescovo Massimiliano
nel 547) variano – e in quest’ultima con una certa dose di
fantasia – il modello originale con efficaci effetti di
luminosità ed in funzione delle volte, realizzate con
materiale fittile molto leggero. Si evidenzia il rifiuto dei
valori volumetrici dando risalto al delicato
trattamento grafico, nei lavori di plutei a transenne e
capitelli a cestino. Gli splendidi sarcofagi di Ravenna del
Quattrocento, contraddistinti da una corposità agitata e
sensibile che si rifà al periodo tardo-ellenistico,
incominciano ad irrigidirsi nel Cinquecento e a perdere il
significato figurativo giocando sui contrasti di piena,
scavata e specchiata luminosità. |
 |
|
|
Mosaico della cupola
del Battistero Neoniano (foto Wikimedia Commons) |

Mosaici della
cupola del Battistero degli Ariani |
Alcuni importanti complessi di mosaici ravennati
dell’arte bizantina, realizzati dalla metà del
Quattrocento, sono nel mausoleo di Galla Placida (figlia
dell’Imperatore Teodosio, alcune fonti riferiscono che
addirittura non vi sia neanche stata sepolta), mentre le
opere nella basilica di Sant’Apollinare Nuovo,
evidenziano il massimo della pittura musiva e
dell’espressività dei valori ideali. L’arte bizantina si
allontana dall’arte paleocristiana con una più intensa
monumentalità figurativa a scapito della resa
volumetrica e spaziale: la plasticità risulta
completamente assente (volutamente, come testimonia la
grande cura nei volti regali, dove si nota invece uno
sfarzoso realismo).
|
|
Assente è anche la prospettiva spaziale e le figure
appaiono tutte sullo stesso piano, hanno gli orli dei
vestiti appiattiti e sembrano calpestarsi i piedi a
vicenda. Nonostante tutto, si rimane stupiti dalla
sontuosità del panneggio e dallo sfolgorio dei loro
attributi, in uno sfondo dorato che conferisce loro una
valenza ultraterrena. In tutta l’area adriatica è
evidente il perpetuarsi o le nascite di insediamenti
orgogliosi della loro autonomia sociale e politica,
inclini a porsi sotto la somma sovranità di Bisanzio, il
cui peso non potrà interferire molto su di loro. I
complessi eventi della basilica di Aquileia portano la
costruzione del Quattrocento al modello romanico del
Mille. |

Mausoleo di Galla Placida
(foto Wikimedia Commons) |
|
|
|
Rimangono in quest’area gli interessanti mosaici romani dei
luoghi di culto del Cinquecento ed altri in seguito nel
presbiterio. Un altro mosaico pavimentale di rilevante
interesse è nei resti della basilica di Monastero, dove ha
sede il Museo Paleocristiano di Aquileia. Il mosaico
pavimentale del battistero Romano di Grado è del secolo VI
come pure quelli della basilica di Sant’Eufemia. Maestosa è
la cattedrale dell’Assunta nell’isola di Torcello, nella
quale si trova una bella iconostasi. Anche in Sicilia si
trovano tali mosaici: nella cappella Palatina (fondata da
Ruggero II), nella chiesa di Santa Maria dell’ammiraglio
(meglio conosciuta come Martorana), nel duomo di Monreale
(fatto innalzare da Guglielmo II e dedicato a Santa Maria
Nuova) e nel duomo di Cefalù, per parlare soltanto delle
evidenze maggiori. Numerosissimi sono nel sud d’Italia gli
edifici di culto che possono considerarsi tranquillamente di
arte bizantina, sia essi di età preromanica che romanica.
Alcune testimonianze più apprezzate sono la chiesa di San
Pietro ad Otranto (la più alta espressione dell’arte
bizantina in Puglia) con i bellissimi affreschi del
Novecento, San Marco di Rossano (costruita in epoca normanna
intorno al 1050) ed il piccolo gioiello della Cattolica di
Stilo.
|
 |
|
S. Guglielmo di
Sicilia, Mosaico del duomo di Monreale |
|
|
|