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L’arte romanica: La Pittura
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La pittura romanica pag. 1: Affreschi nella Basilica di
Castel Sant'Elia e del Giudizio Finale di Giovanni e Niccolò
(Pinacoteca Vaticana)
La pittura romanica pag. 2: Pitture nel Duomo di
Tivoli, Chiesa di San Silvestro a Tivoli, San Pietro a
Tuscania, Santa Maria in Trastevere, Basilica di San
Clemente Inferiore e Superiore
La pittura romanica pag. 3: Pitture nell'abbazia di
Grottaferrata, chiesa dei santi Quattro Coronati, chiesa di
Sant'Angelo in Formis
La pittura romanica pag. 4: Pitture chiesa
Santa Maria di Foro Claudio, chiesa di Sant'Angelo a
Pianella, Santa Maria Assunta a San Pellegrino a Bominaco,
Cattolica di Stilo, Duomo Bari, chiesa santa Maria del
Casale a Brindisi, Duomo di Salerno, Cappella Palatina di
Palermo
La pittura romanica pag. 5: Pitture Duomo Cefalù, duomo
Monreale, chiesa Martorana, chiesa S. Giovanni Eremiti,
Cripta S. Marziano (Siracusa), Palazzo Reale Palermo,
Palazzo della Zisa
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La pittura romanica appartiene alle forme
artistiche presenti in Europa tra la metà del secolo XI e la
metà del secolo XII, subendo evidenti variazioni tra una
zona e l'altra. A cavallo dei due secoli sopra considerati,
questo nuovo linguaggio, ormai divenuto quasi unitario,
inizia a subire un processo disgregativo e di rimozione nei
contenuti, con periodi ed aspetti caratteristici, dipendenti
dalle tradizioni dei vari Paesi. In Germania ed in Austria
ad esempio prende forza una forma di Manierismo (detto lo
Zackenstil) che dura oltre un secolo; un'altra forma di
linguaggio che si sviluppa parallelamente è quella legata al
nuovo classicismo (ovvero lo stile 1200); inoltre
bisogna considerare che gli influssi bizantini, sempre
presenti nell'arte romanica, tendono a rafforzarsi sempre
più.
Frammenti generici su l'arte romanica
Nei primi due secoli del secondo millennio tutto il
continente europeo vive un'epoca di notevole
modernizzazione: le tecniche agricole nei vari campi
danno una spinta propulsiva alla produzione influendo
notevolmente sul benessere generale. Le popolazioni
incominciano ad incrementarsi, si rafforzano gli scambi
commerciali e nascono potenti centri nevralgici di
mercato internazionale. Si sviluppano le zone urbane e
si afferma una nuova classe sociale, quella "borghese",
intermedia tra l'aristocratica e la grande massa dei
contadini. Questo nuovo ceto si dedica prevalentemente
al commercio ed alle attività manifatturiere. Riprende
l'attività edilizia, nascono le grandi costruzioni,
aumenta la domanda di cultura e si moltiplicano gli
investimenti artistici.
L’arte romanica, soprattutto quella nel campo
dell’architettura, nasce in dipendenza diretta con
l’ambiente naturale, come testimoniano l’abbazia di
Mont-Saint-Michel (Normandia), sollevata tra terra ed
acqua in un isolotto roccioso; la chiesa abbaziale di Sainte-Foy di Conques, posta su uno scosceso pendio sull’Avernia;
l’abbazia di San Pietro al Monte Civate, costruita sulla
cima più alta di un colle prealpino. Alla stessa stregua
le grandi chiese pugliesi di Barletta, Bisceglie,
Bitonto, Ruvo di Puglia, Molfetta, Bari e Trani.
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Duomo e
Battistero di Parma
(foto da Wikipedia) |
Duomo di Modena
(foto da Wikipedia) |
Il
panorama dell’intera nostra penisola risulta alquanto
diversificato: i grandi capolavori dell’architettura
romanica si possono trovare nell’antica chiesa di Sant’Ambrogio
(costruita a Milano nel 386, ristrutturata nel IX secolo e
riedificata tra il 1088 ed il 1099, sulle spinte del vescovo
Anselmo) o nella basilica di San Michele a Pavia (costruita
dall’XI e XII secolo), o lungo i percorsi che conducono a
Roma come dimostrano le svariate cattedrali, di Fidenza
(innalzata tra il XII e XII secolo dedicata a San Donnino),
di Piacenza (il duomo costruito tra il 1122 ed il 1233), di
Parma (cattedrale costruita sulle rovine di un altro
edificio di culto tra il 1074 ed il 1106 e consacrata a da
Pasquale II) e Modena. L’arte romanica rinnova
prevalentemente l’architettura e la grande scultura
(integrata all’architettura come ornamenti di portali,
lunette, chiostri, capitelli etc.). Alcune fonti indicano la
Francia come luogo di origine del nuovo stile, altre invece
pensano che sia nata quasi contemporaneamente nelle varie
regioni europee, con le stesse caratteristiche portandoci
alla conclusione che si tratti del medesimo linguaggio
artistico, seppur con specifiche diversificazioni da una
regione all’altra. Secondo altre fonti, come il Focillon,
l’arte romanica è uno sviluppo di quella di Ravenna, come
testimonierebbero anche le antiche pievi delle campagne in
tutta la zona del ravennate. È storia anche di artisti, come
quelli comacini (maestri anonimi delle zone di Como) che si
riversano in tutta la penisola italiana, e di particolari
contesti tradizionali e classicisti come nella Cattedrale di
Pisa (iniziata nel 1063-64 e consacrata da papa Gelasio II
nel 1118) o nel battistero di San Giovanni a Firenze.
L’influenza della cultura greca sfrutta in tutto il
periodo del Mille i
canali romani e veneziani, ai quali si aggiungerà nel secolo
successivo, quello delle città siciliane. A livello storico
e critico è sempre vivace la discussione sulle direzioni di
flusso verso o dall’Occidente, e di riflesso, sulla
reciproca influenza. Nella pittura, l’espressività quasi
illusionista dell’arte bizantina, deve tuttavia fare i conti
con altri elementi di valutazione, come quelli tradizionali
delle svariate zone d’Europa, talvolta semplici e superabili
come nell’incontro con il naturalismo e la stabilità formale
della classicità delle decorazioni nella basilica
benedettina Sant’Angelo in Formis (Capua), talvolta con
maggiori difficoltà come riguardo al rigore nella
composizione e nel forte accento grafico persistente nella
pittura come nella Collegiata di S. Giorgio ad Oberzell
(isola di Reichenau nel lago di Costanza) o nell’abbazia di
Lambach (alta Austria).
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Il
Cristo Pantocratore,
basilica
benedettina Sant’Angelo in Formis (Capua)
foto
da Wikipedia |
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