Mariette, nel 1870, scoprì la tomba di Horemhab e
descrisse due tamburi di colonne e due
stipiti (i tamburi sono custoditi al Museo del Cairo,
mentre gli stipiti non sono più stati trovati). I lavori
degli scavi furono interrotti e sabbia e detriti
ricoprirono la tomba. Intorno alla fine del secolo la
trovarono i vandali che trafugarono bassorilievi
parietali e altri opere in frammenti che attualmente si
trovano nei disparati musei del mondo. Nel 1908 venne
scoperta in grande da Ayrton.
Cinque lastre
parietali con bellissimi bassorilievi si trovano
custoditi al Museo Civico di Bologna. La tomba ha una
grande struttura con una sovrastruttura di 20 x 60 m.
Prima di un cortile, un pilone permette l'accesso ad un
altro cortile a peristilio, dopodiché ad una sala
chiamata "sala delle statue", infine si accede ad un
altro cortile a peristilio che porta su tre cappelle.
Due pozzi portano al sotterraneo dove ci sono due
appartamenti funerari. La scoperta della tomba di Horemhab è di grande rilievo storico ed artistico. La
tecnica con la quale sono stati realizzati i
bassorilievi mette in evidenza un compromesso tra il
realismo del periodo armaniana e la raffinata arte del
periodo di Amenofi III. La tomba presenta un
diversificazione importante rispetto alle precedenti:
non avviene il cambio di direzione a 90 gradi, il
corridoio non è rettilineo. La decorazione non è
completa ma le parti raffigurate presentano un
bassorilievo con una bellissima policromia. Il faraone è
raffigurato di fronte a varie divinità
Il faraone Horemhab successe a Ay.
Iniziò la sua carriera come generale nel periodo di
Amenofi IV. Fece costruire la sua tomba a Saqqara. Salì
al trono dopo la morte di Ay e sposò Mutnegemet, una
donna di sangue regale. Restaurò radicalmente politica e
religione, scosse dalle eresie amarniane.
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Il re mentre offre due vasi
globulari alle divinità. Nella
stessa foto in basso si possono
notare i particolari delle
figure di Isi e di Osiri. |