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L'opera più significativa del "Pittore di Pronomo" è la vasta decorazione del grande cratere a volute. Qui le scene diventano più sistematiche ed equilibrate ed il movimento diventa delicato e gentile, mentre tutta la composizione viene arricchita con l'impiego di una nuova tecnica con colori stesi sopra le figure rosse. Si respira in questa opera una particolare atmosfera, nella quale l'arte tradizionale della decorazione vascolare viene integrata con quella pura della grande pittura. È davvero stupefacente la conciliazione tra una struttura compositiva fatta con figure sullo stesso piano con questi nuovi apporti. Questo esempio di composizione, con tematiche spesso particolarmente vicino al teatro, avrà molto successo ed i suoi effetti si risentiranno anche lungo le coste della penisola italiana.
Queste scene ci fanno capire che la grande pittura non ha soltanto ripercussioni coloristiche e tecniche sull'arte vascolare, ma offre a questa veri e propri arricchimenti tematici, come evidenziano i numerosi inserimenti di materiale d'arredo, anche se ancora presentati con una bizzarra e primitiva prospettiva. Le maschere che tengono in mano i due attori, a prima vista potrebbero sembrare in forte contrasto con la serenità dei loro possessori, ma se si osservano bene immaginandole senza occhi, vi si legge un carattere propriamente teatrale. La decorazione dell'anfora realizzata dal Pittore di Suessula, nonostante una grafica mediocre, ha la stessa strutturazione. Trattasi di una gigantomachia dove la composizione è però pianificata in modo più piatto, più o meno su due registri, segnando in questo caso un peggioramento rispetto alle opere del Pittore di Pronomo dove le numerose figure sono organizzate con più chiarezza. I cavalli della gigantomachia hanno tutti la stessa dimensione pur dovendo appartenere a piani diversi come ci indicano le sovrapposizioni. Nonostante la modesta interpretazione, è probabile che la scena dei giganti sia stata presa dallo scudo di Athena.
Anche nella raffigurazione del "Cratere a volute" realizzato dal "Pittore di Talo" (o Talos) si evidenzia l'influenza della pittura murale del tempo: basti osservare la ricca definizione dei chiaroscuri nella realizzazione di tutta la muscolatura della luminescente figura bronzea di Talo, gigante e custode dell'isola di Creta, mentre viene ucciso con un incantesimo di Medea. Altro importante particolare che richiama la grande pittura è la vasta rappresentazione a "ventaglio", un primo tentativo, anche se un po' goffo, nella raffigurazione spaziale dei soggetti, ordinata sui vari piani prospettici. I tempi sono ormai maturi e gli artisti sono pronti, già da questo questo periodo, ad inserire integrazioni a carattere naturalistico, soprattutto del mondo vegetale, nelle varie tematiche. Da questo momento nuovi elementi entreranno e continueranno per sempre ad essere presenti nelle scene dell'arte vascolare. |
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