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I quadri dei grandi Pittori del
Passato dalla N alla R
Oltre 5000
capolavori da godere: le opere che hanno fatto la storia dell'arte
Elenco dei Pittori
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Paolo Uccello:
Nell'affresco del Diluvio talmente era gremito lo spazio
con ostentazioni di abilità nella prospettiva e nello
scorcio, che in luogo di suggerirci i terrori d'un
cataclisma, ottiene, al più, di farci pensare alla
gualchiera di un mulino. B.
Berenson, The Fiorentine Painters of the Renaissance, 1898 |
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Pellizza da Volpedo:
L'artista, essendo sempre in una assidua ricerca di un suo
linguaggio e di una sua tecnica, lascia gradatamente la
“pittura ad impasto sulla tavolozza” per entrare in un mondo
tutto nuovo stendendo i colori puri sui supporti come
dettato dalla tecnica del Divisionismo. |
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Perugino:
Sarebbe troppo il dire che il Perugino sia stato
sfacciatamente seguace di Piero della Francesca, anche
quando collaborava alla realizzazione della celebre serie
delle storie di San Bernardino che dal grande artista
traggono, più che altro una caratteristica qualità lattea
della luminosità: così ne parla R. Longhi nel 1927 |
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Piero della Francesca:
Si è paragonata l'arte di Piero alla musica di Mozart e
alla poesia di Wordsworth. Ma la sua capacità di
abbracciareil mondo con uno sguardo può essere
raffrontata anche al talento di Tolstoi.
(M. Alpatov, in Commentari, 1963. |
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Pietro da Cortona:
Parte da una preparazione fiorentina nel periodo in cui
Firenze è chiusa in se stessa ed indifferente ai
cambiamenti caravaggeschi e carracceschi, che stanno prendendo il
sopravvento in Italia. Pietro, attratto da questi
cambiamenti, intraprende la sua avventura viaggiando
verso Roma. |
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Pisanello: Aulico pittore innamorato
della poesia nordica che guarda con un certo distacco
alle forze nuove che si affacciano alla ribalta della
pittura del suo tempo, ma che non rimane tuttavia
indifferente al pulsare dei nuovi fermenti. E.
Sindona nel Pisanello 1961 |
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Pissarro:
... Nel 1842 si trova in Francia per studiare presso il
collegio di Passy. Non appena rientra
nella sua terra natia nel 1848, Pissarro si mette a lavorare insieme
a suo padre
per quattro lunghi anni, poi prende la decisione di partire per il Venezuela con
ad un altro pittore Fritz Melbye (danese :1853-1854).
Nel 1855 Fa ritorno in Francia trasferendosi Parigi alla
quale rimarrà attaccato fino al giorno della sua morte
(novembre 1903). |
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Pittori Impressionisti: Il
collegamento porta alla descrizione dell'Impressionismo,
quindi ai suoi principali interpreti Monet, Pissarro, Renoir,
Sisley, Manet,
Cezanne, Degas. |
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Pittori lombardi: Bazzaro Leonardo, Barbaglia Giuseppe, Bertini Giuseppe, Bianchi Mosè, Canella, Bouvier P. Giuseppe, Carcano Filippo, Conconi Luigi, Carnevali Giovanni
il Piccio, Cornienti Cherubino, De Albertis Sebastiano,
Cremona Tranquillo, Dell’Orto Uberto, Federico Faruffini,
Francesco Didioni, Francesco Filippini, Gignous Eugenio,
Gola Emilio, Hayez Francesco, f.lli Gerolamo e
Domenico Induno, Inganni Angelo, Mancini Carlo, Migliara Govanni, Palagi Pelagio, Ranzoni Daniele, Scrosati
Luigi, Tallone Cesare, Trecourt Giacomo. |
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Pittori Macchiaioli:
I pittori macchiaioli mostrano chiaramente quella che è
la vera vena poetica dell'arte pittorica italiana del
1800. Questo senso poetico e sentimentale, questa
capacità di una figura raccolta, questo saper cogliere
all'istante un impressione della natura immersa e
pacata. |
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Pittori Scuola di Posillipo: La
Scuola di Posillipo viene istituita verso il 1820 e
nasce dai frequenti incontri che avvengono nello studio
d'arte di Anton (Antonio) Sminck van Pitloo, un pittore
di origine olandese appartenente alla corrente vedutista, ormai residente a
Napoli da qualche anno. Proprio nel suo atelier
avvengono i primi insegnamenti ai giovani pittori. |
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Pittori veneti 700-800-900: Bagnara F, Bezzi
Bartolomeo, Bison Giuseppe Bernardino,
Borsato G., Brass Italico, Bresolin Domenico, Caffi Ippolito, Casa
Giacomo, Chilone Vincenzo, Ciardi Guglielmo , Dall'Oca
Bianca A., De Maria Mario ovvero Marius Pictor, Favretto Giacomo, Fragiacomo P., Grigoletti Michelangelo, Hayez
F., Laurenti Cesare, Lipparini Ludovico, Matteini
Teodoro, Migliara Giovanni, Milesi Alessandro, Molmenti Pompeo
Marino, Nani Napoleone, Nono Luigi, Politi Odorico, Schiavoni
Felice, Selvatico Lino, Tominz Giuseppe, Tito Ettore. |
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Pittori simbolisti francesi dell'800-900: Anquetin
Louis,
Bernard Emile, Bonnard Pierre, Carriere Eugene, Denis
Maurice, Gauguin Paul, Grasset Eugene, Lacombe Georges, Maillol
Aristide, Moreau Gustave, Mucha Alfonso, Puvis
de Chavannes Pierre, Ranson Paul, Redon Olidon,Poussel Ker-Xavier, Seurat
Georges, Serusier Paul, Henry
Toulouse-Lautrec, Vallotton Felix, Vincent Van Gogh, Vuillard Edouard. |
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Pittori della Scuola
di S. Marco:
la scuola di s.
Marco fu istituita
da Fra' Bartolomeo
nell'omonimo
convento nel periodo
in cui il priore e
grande predicatore,
Girolamo Savonarola
(Ferrara, 1452 –
Firenze, 1498),
riusciva ad
affollare le chiese
e le piazze con sue
questioni morali.
Fra' Bartolomeo, già
prima di farsi
frate, frequentava
il convento
(attualmente Museo
di S. Marco a
Firenze). |
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Pollaiolo (Antonio Benci): Il
Pollaiolo spazia con disinvoltura dall'oreficeria alla
pittura e alla scultura con una espressività unica che
solo lui può esprimere |
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Pontormo:
L'avventura dureriana del
Pontorno non appare [...] il fatto insueto, che era
stato ragione di scandalo agli stessi contemporanei, ma
quasi la conseguenza, sia pure portata fino ai limiti
più arrischiati, di quella rivoluzione figurativa che
aveva dato nei cartoni per le Battaglie, eseguiti da
Leonardo e da Michelangelo nel primo decennio del
secolo, i grandi paradigmi di un linguaggio nuovo.
L. Becherucci in l'Enciclopedia universale
dell'arte. |
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Poussin: Si è tanto detto che è il
più classico fra i pittori, che si resterà sorpresi di
vederlo trattare in questo saggio come uno degli
innovatori più audaci che la storia della pittura
presenti. È capitato nelle scuole manieriate dove il
mestiere era preferito alla parte intellettuale
dell'arte. Ha rotto con tutte queste falsità, essendoci
portato dalla sua inclinazione naturale e senza partito
preso. Delacroix in “Moniteur Universel” 1853 |
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Raffaello: Egli è l'artista
che raggiunge la vetta più alta dell'armonia e della bellezza nel campo della
pittura. Raffaello nasce ad Urbino nel 1483. Non ha né le
agitazioni, né il
nervosismo di Leonardo e nemmeno la turbolenta inquietudine di Michelangelo ma, completa pacatezza e un celestiale stimolo, sono le
sue doti principali che lo guidano nella realizzazione
di eterni capolavori. |
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Reni Guido: Bologna 1575-1642, di
cultura manierista stile Annibale Carracci. Guido Reni è
considerato, in questo particolare periodo, un emulatore di Raffaello
Sanzio e maestro
perfetto. Pittore capace di grande riflessione e capace soprattutto
di trasformare a propria
misura e con grande equilibrio insegnamenti contrapposti gli uni
agli altri; Le sue opere hanno una versione classicista
caravaggesca nella Crocifissione di Pietro... |
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Renoir:
Con Monet, suo
amico d'avventura, condivide gli entusiasmi e le
umiliazioni dell'impresa impressionistica. Nonostante il suo
carattere, assai distante da quello di Monet, egli
dipinge fianco a fianco con lui nelle lunghe ed
appassionanti sedute
“en plein-air”. Per un certo periodo lavorano assieme riportando sui
supporti telati le stesse tematiche, gli stessi stati
emotivi e gli stessi “attimi” della giornata con uno
stile espressivo incredibilmente profondo. |
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Rembrandt: La sua sensibilità
artistica, che perde sempre più concretezza acquistando celebratività, va controcorrente
rispetto alle tradizioni ormai ramificate nella cultura
olandese ed assume una rigida e misteriosa grandezza
soprattutto nelle incisioni. |
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Rousseau il Doganiere: Purtroppo, il
gusto, il senso della misura e tutto quanto forma il
talento, gli mancavano. Diceva: "Si sostiene che sono un
primitivo", e ne era molto fiero. Avendo preso parte
alla spedizione militare nel Messico, aveva conservato
un ricordo indimenticabile della straordinaria
vegetazione vista laggiù, era ossessionato dall'idea di
metterla nei dipinti dove meno ci si aspettava di
trovarla ... N. N., Necrologio, "Le Mercure
de Franco", settembre 1910 |
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Rubens: Sin da molto giovane è già un
artista affermato. Nei prim anni del seicento si trova
in Italia, negli ambiti in cui studiano il Tiziano, i
Carracci, il Veronese, il Caravaggio ed il Tintoretto. Pieter
Paul Rubens dipinge per l’alta nobiltà e per i grandi
finanzieri. Al suo ritorno in patria lavora per la corte
dell'arciduca Alberto, per la reggente Maria di Francia,
per le ricche chiese e per i ricchi borghesi |
Le ricerche
riguardanti le
vicende delle
singole opere sono
state
prevalentemente
effettuate su i
"Classici
dell'Arte", Rizzoli
Editore, 1969.
Frammentiarte, l'arte
presentata in frammenti essenziali
I testi e tutto il materiale
fotografico raccolto, sono presenti nelle pagine solo per motivi
didattici
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