“Cristo morto nel sepolcro”, o “Pietà” di Giovanni Bellini

Giovanni Bellini: Cristo morto nel sepolcro, o Pietà

Giovanni Bellini: "Cristo morto nel sepolcro", o "Pietà"
Giovanni Bellini: Cristo morto, cm. 48 x 38, Museo Poldi Pezzoli, Milano

Sull’opera: “Cristo morto nel sepolcro”, o “Pietà”, è un dipinto autografo di Giovanni Bellini detto il Giambellino, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1460, misura 48 x 38 cm. ed è custodito nel Museo Poldi Pezzoli, Milano.

In basso al centro, sulla targhetta bianca del sepolcro, si legge la scritta “IOANNES BELLINVS” che corrisponde al nome dell’artista.

L’opera apparteneva alla Collezione Molteni di Milano. Nonostante la firma, sostenuta autografa dal Cavalcaselle ([1871), gli studiosi di storia dell’arte Morelli (1880) e Berenson (1932 e 1957), ne misero in dubbio la paternità, ma dopo tali date non si conosce altro eminente esperto che abbia disconosciuto l’autografia del maestro.

Per quanto riguarda la cronologia, vi è un ampio accordo sull’ipotesi di una data intorno al 1460 (fonte: Bottari, 1963), corrispondente più o meno alla realizzazione della “Pietà” (“Cristo morto sorretto da due angeli”) del Museo Correr, cui l’opera in esame è nettamente assimilabile, sia nella struttura compositiva che nel cromatismo.

Le linee prospettiche del Cristo sono certamente più smorzate di quelle del sepolcro, tanto che lo si potrebbe addirittura immaginare con facilità al di là di esso. Ma la plasticità della figura non viene assolutamente intaccata, e risulta armonicamente integrata con l’articolato sfondo paesaggistico animato da una soffusa vibrazione cromatica.

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