Filippo Tommaso Marinetti

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Breve biografia di Tommaso Marinetti

foto di Tommaso Marinetti
foto di Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti, poeta e scrittore, nasce il 22 dicembre 1876 ad Alessandria d’Egitto ed è considerato il padre fondatore del movimento futurista.

Nel periodo degli studi presso le Università di Pavia e Genova (facoltà di giurisprudenza), Marinetti collabora con una rivista letteraria. Nel 1898, pubblica il suo primo scritto,  superando gli schemi e le  metriche tradizionali: un lavoro svolto seguendo un suo stile ideale: quello del verso libero.

La Rivista Poesia e il Manifesto

Ad inizio del nuovo secolo, dopo la decisione di dedicarsi anima e corpo alla letteratura ed alla poesia, Marinetti fonda la rivista internazionale “Poesia”, le cui pubblicazioni – la prima risulta nel 1905 a Milano – dureranno fino al 1909. Nel periodico si rilevano leggeri riscontri della poetica simbolista e decadente.

La Fondazione del Futurismo e la conseguente pubblicazione del Manifesto (20 febbraio 1909 sulla prima pagina di Le Figaro) dà una forte spinta alla notorietà di Tommaso Marinetti.

Il Manifesto, con i suoi polemici contenuti, si fonda sui nuovi principi estetici valorizzando uno stile di vita veloce ed aggressivo, illuminato dall’affascinante era delle macchine.

L’incontro con altri artisti e letterati

Nel 1910 Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà ed alcuni letterati e musicisti (fra i quali molti anarchici, rappresentanti della rivoluzione d’avanguardia), raggiungono Marinetti che si trova a Parigi.

Il Manifesto della letteratura futurista

Insieme ad essi scrive il Manifesto della Letteratura futurista (11 maggio 1912), dove si sostiene le poetiche atte a rappresentare il senso del movimento e della materia, rifiutando le regole della sintassi e della punteggiatura. Le parole scritte nel manifesto scorrono libere nella pagina senza nessuna regola.

Marinetti incomincia a pubblicizzare il suo nuovo stile organizzando una valanga di manifesti. Per una maggiore diffusione inventa la forma della “serata futurista”, da cui nasce l’idea del Teatro Sintetico.

Le rappresentazioni teatrali

Nelle rappresentazioni teatrali, generalmente integrate con musica ma anche con macchine atte a creare rumori, i discorsi vengono improvvisati (spesso dallo stesso Marinetti). Vengono così presentate opere pittoriche, letterarie e scene drammatiche molto sintetizzate, queste ultime chiamate per l’appunto “Sintesi”.

Le Parole in libertà vengono impiegate non solo nelle opere letterarie ma anche all’arte visiva. Seguono, infatti, varie manifestazioni come quella allestita nel 1915 a Roma nella Galleria Angelelli.

Gli scritti futuristi di Marinetti non si può non citare il romanzo “Mafarka il futurista”, pubblicato nel 1910, e la poesia “Zaff Tumb Tumb. Adrianopoli, ottobre 1912”, uscito nel 1914, che si scagliano contro l’eco surrealista.

La fine del Futurismo coincide con la fine della seconda guerra mondiale e la morte di Tommaso Marinetti (Bellagio, 1944).




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