Alcune Madonne dei grandi maestri della pittura (1481-1528).

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Le più importanti Madonne dei pittori attraverso i secoli

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Sandro Botticelli – Madonna del Magnificat (1481)

Botticelli: Madonna del Magnificat, diametro 118 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.
Botticelli: Madonna del Magnificat, diametro 118 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

La  Madonna qui raffigurata, conosciuta anche come Madonna con il Bambino e cinque angeli, è un’opera realizzata da Sandro Botticelli nel 1481 con tecnica a tempera su tavola.

Il dipinto misura 118 cm. di diametro si trova a Firenze nella Galleria degli Uffizi.

Il pregiato e brillante cromatismo, i tratti netti e chiari dei contorni, l’eleganza delle curve e lo scrupoloso disegno sottostante caratterizzano la composizione, avvicinandola a quelle di Filippo Lippi che di Botticelli fu il primo maestro. Anche dalla Lippina di Lippi, infatti, l’artista prese ispirazione per la configurazione della malinconica Vergine, nonostante i toni più aristocratici della composizione in esame. Vedi approfondimenti sul sito della Madonna del Magnificat.

Leonardo da Vinci – Vergine delle rocce del Louvre (intorno al 1486)

Leonardo da Vinci: La Vergine delle rocce (cm. 123), Parigi museo del Louvre
Leonardo da Vinci: La Vergine delle rocce (cm. 123), Parigi museo del Louvre

La Vergine delle Rocce (esiste anche una seconda versione a Londra) è un dipinto realizzato da Leonardo da Vinci con tecnica a olio su tavola intorno al 1483-86.  L’opera, che attualmente si trova su una tela di 199 × 122 cm. è custodita a Parigi nel Musée du Louvre.

La caverna dove si sta svolgendo la scena rappresenta l’utero materno, ovvero il luogo della rinascita e la via di comunicazione con l’Aldilà.

La ben dettagliata roccia è strettamente collegata alla missione del Salvatore, sorgente e bevanda redentrice dell’anima.

Leonardo presenta la Vergine nella sua funzione di madre, protettrice e nutrice.

L’angelo, sulla destra, indica Giovanni Battista (meglio riconoscibile sulla seconda versione perché reca una croce), messaggero della Redenzione, che avverrà con il Battesimo e il sacrificio di Cristo. Il dito rivolto verso l’alto del bambino raffigurato sulla destra (Gesù) indica la dimensione ultraterrena, a cui esso stesso è predestinato. Vedi approfondimenti sul sito La Vergine delle rocce del Louvre.

Leonardo da Vinci – Vergine delle rocce di Londra (tra il 1494 ed il 1508)

Leonardo da Vinci: La Vergine delle rocce, periodo 1503-1506, dimensioni cm. 189,5 x 120, Londra, National Gallery.
Leonardo da Vinci: La Vergine delle rocce, periodo 1503-1506, dimensioni cm. 189,5 x 120, Londra, National Gallery.

La seconda versione della Vergine delle Rocce è un’opera realizzata dallo stesso Leonardo a cavallo dei due secoli (1494-1508) con tecnica a olio su tavola. Il dipinto, che misura 189,5 x 120 cm, si trova a Londra nella National Gallery.

La prima versione del dipinto, come sopra riportato, è invece custodita nel Museo del Louvre.

La composizione, come configurazione, pare a prima vista identica alla prima versione della Madonna delle rocce, con un articolatissimo sviluppo piramidale e moltissimi rimandi da un punto all’altro della tavola.

La Madonna è raffigurata al centro e sta accordando un gesto di protezione a san Giovannino, inginocchiato e in preghiera verso l’altro bambino (Gesù), posto in basso sulla destra in atteggiamento benedicente. Anche l’angelo si trova sulla destra, mentre la mano di Maria che si stende in scorcio verso il figlioletto, rappresentata un gesto protettivo.

Come in molte altre Madonne dei grandi maestri tutti gli atteggiamenti delle quattro figure sono collegati tra loro con scambi di gesti e sguardi.

Per approfondimenti si segua il link della prima Madonna dove le storie delle due composizioni si incontrano.

Michelangelo Buonarroti – Tondo Doni (1504)

Tondo Doni, Uffizi, Firenze
Michelangelo Buonarroti:Tondo Doni (La Sacra Famiglia), diametro 120 cm. Uffizi Firenze

Il Tondo Doni è un’opera realizzata da Michelangelo Buonarroti intorno al biennio 1503-4 con tecnica a tempera su tavola. Il dipinto, che misura 120 cm. di diametro ,è custodito a firenze nella Galleria degli Uffizi.

Il Tondo Doni si trova ancora nella cornice originale, che fu probabilmente disegnata e realizzata dallo stesso artista, e – fino ad oggi, secondo gli esperti di storia dell’arte – corrisponde alla sua unica opera eseguita su supporto mobile.

Il dipinto, che viene considerato come una delle rappresentazioni più emblematiche del Cinquecento italiano, fu certamente un esempio che contribuì fortemente allo sviluppo del Manierismo. Vedi approfondimenti sul sito relativi al Tondo Doni.

Albrecht Dürer – Madonna del Lucherino (1506)

Albrecht Dürer: Madonna del Lucherino, cm. 91 x 76, Staatliche Museen, Berlino.
Albrecht Dürer: Madonna del Lucherino, cm. 91 x 76, Staatliche Museen, Berlino.

La Madonna del Lucherino è un’opera realizzata da Albrecht Dürer nel 1506 con tecnica a olio su tavola. Il dipinto, che misura 91 × 76 cm, si trova a Berlino nella Gemäldegalerie.

Nell’opera, che ha il monogramma di Dürer incorporato, si legge l’iscrizione “Albertus Durer Germanus faciebat post Virginis partum 1506” sul foglietto configurato in primo piano.

Secondo il Tietze in questa composizione traspaiono influssi di Tiziano, che si confermano nello splendore del cromatismo, negli azzurri e nei verdi sgargianti. Probabilmente Dürer prese spunto dalla Madonna delle ciliegie del pittore veneziano (Vienna, Kunsthistorisches Museum).

In verità, per il resto degli studiosi di storia dell’arte, pare si tratti d’una ingegnosa variante della “Festa dei rosario” (Narodni Galerie di Praga), realizzata forse  nello stesso periodo, o subito dopo.

Vedi approfondimenti sul sito relativi alla Madonna del Lucherino.

Bernardino Luini – Madonna del Roseto (1510)

Bernardino Luini: Madonna del roseto
Bernardino Luini: Madonna del roseto

La Madonna del Roseto è un dipinto a olio su tavola realizzato da Bernardino Luini, intorno al 1510 e custodito a Milano nella Pinacoteca di Brera.

Capolavoro fra le Madonne dei grandi maestri, fu eseguito dall’artista nella sua fase giovanile.

L’opera, proveniente dalla collezione di Giuseppe Bianchi, pervenne alla Pinacoteca di Brera nel 1826.

Tradizionalmente, e secondo alcuni esperti di storia dell’arte, la presente composizione proverrebbe dalla Certosa di Pavia, tuttavia non esistono documentazioni che lo confermino.

Raffaello Sanzio – Madonna della Seggiola ( intoprno al 1514)

Raffaello Sanzio: Madonna della seggiola, Firenze Palazzo Pitti (diam. 71 cm.).
Raffaello Sanzio: Madonna della seggiola, Firenze Palazzo Pitti (diam. 71 cm.).

La Madonna della Seggiola è una composizione realizzata da Raffaello intorno al 1513-14 con tecnica a olio su tavola.  La composizione, che misura 71 cm. di diametro, è custodita a Firenze nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

La scena è scrupolosamente curata in tutti i suoi dettagli, che ne fanno un’opera di grande pregio fra le Madonne dei grandi maestri di ogni epoca. Le brillanti frange dorate che pendono dallo schienale della seggiola e gli articolati ricami sullo scialle della Madonna, a cui si aggiunge una ricercatissima variazione cromatica che va dai toni caldi a quelli freddi (rosso, giallo, verde, blu), fanno del presente dipinto uno fra i più grandi capolavori del periodo rinascimentale.

Vedi approfondimenti sul sito relativi alla Madonna della seggiola.

Raffaello Sanzio – Madonna Sistina (1513)

Raffaello Sanzio: Madonna Sistina, Gemäldegalerie, Dresda. (265 x 196 cm).
Raffaello Sanzio: Madonna Sistina, Gemäldegalerie, Dresda. (265 x 196 cm).

La Madonna Sistina è un’opera realizzata da Raffaello intorno al 1513-14 con tecnica a olio su tela. Il dipinto, che misura 265 × 196 cm, viene custodito a Dresda nella Gemäldegalerie.

Dalle vite di Giorgio Vasari si ricava che Raffaello eseguì l’opera su commissione per il convento di San Sisto a Piacenza. Infatti vi appaiono i due santi ivi venerati.

Il taglio moderno della raffigurazione è sottolineato dal semplice panneggio, privo di ogni ornamento della Vergine, che incede scalza frontalmente illuminata.

L’evidente umanizzazione della divinità qui si giustifica dalla bellezza sovrannaturale della donna, apice dell’impeccabilità, e dalle percezioni adulatorie intorno all’elegante figura.

Vedi approfondimenti sul sito relativi alla Madonna Sistina.

Tiziano – L’Assunta (intorno al 1518)

Tiziano: L’Assunta, cm. 360, Santa Maria gloriosa dei Frari, Venezia.
Tiziano Vecellio: L’Assunta, cm. 360, Santa Maria gloriosa dei Frari, Venezia.

L’Assunta è un dipinto realizzato da Tiziano Vecellio intorno al 1516-18 con tecnica ad olio su tavola e custodito a Venezia nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

La composizione, ubicata nello stesso posto fin dall’origine, fa parte della decorazione dell’altare centrale.

La presente Assunta, di evidente straordinarietà ed eleganza, è considerata dagli esperti di storia dell’arte come uno dei più grandi capolavori di Tiziano e tra le più belle Madonne dei grandi maestri. Trattasi di un dipinto talmente innovativo per il pubblico contemporaneo da lasciare attoniti anche gli artisti dello stesso periodo. È, infatti, la composizione che aprì a Tiziano definitivamente le porte dell’Olimpo dei grandi maestri del Rinascimento.

Vedi approfondimenti sul sito relativi all’Assunta di Tiziano.

Tiziano – La Madonna Lochis (1508-10)

Tiziano - La Madonna Lochis (1508-10), Accademia Carrara, Bergamo
Tiziano – La Madonna Lochis (1508-10), Accademia Carrara, Bergamo

La Madonna Lochis è un’opera attribuita a Tiziano Vecellio. Il dipinto, che è conservato nell’Accademia Carrara di Bergamo, fu realizzato intorno al 1508-10 con tecnica a olio su tavola dalle dimensioni di 38 x 48 cm.

L’opera pervenne all’attuale sede dalle collezioni Lochis, da cui ne prese il nominativo.

Prima dell’assegnazione all’artista il dipinto subì diverse ipotesi attributive, tra cui quelle che lo riconoscevano come opera di Sante Zago e di Francesco Vecellio, quest’ultimo fratello e seguace di Tiziano. Attualmente si parla del periodo giovanile del maestro, tanto che risultano ancora evidenti gli influssi di Giorgione.

Pontormo – Sacra famiglia con san Giovannino (intorno al 1523)

Jacopo Carrucci detto il Pontormo: Sacra famiglia con San Giovannino, cm. 120 x 98,5, Ermitage, Leningrado
Jacopo Carrucci detto il Pontormo: Sacra famiglia con San Giovannino, cm. 120 x 98,5, Ermitage, Leningrado

La Sacra Famiglia con san Giovannino è un’opera realizzata intorno al 1522-23 da Jacopo Carrucci (meglio conosciuto come Pontormo) con tecnica a olio su tavola. Il dipinto, che misura 120 x 99 cm,  è custodito a Pietroburgo nel Museo dell’Ermitage.

Nella scena della composizione si evidenzia una rottura con i principi rinascimentali per le contraddizioni in essa presenti. I volti dei personaggi centrali (Madonna e Bambino), infatti, sono stati configurati per dare risalto al volume, mentre il panneggio risulta quasi piatto e quindi privo di consistenza. Inoltre, i contrasti coloristici sono assai intensi.

Vedi approfondimenti sul sito relativi alla Sacra Famiglia di Pontormo.

Ancora un po’ di pazienza: stiamo lavorando per inserire altre Madonne.


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